Banca d'Italia, Manovra

Il clima di fiducia delle imprese italiane mostra segnali di lento ma costante miglioramento, pur rimanendo ancora su livelli prudenti. È quanto emerge dall’ultima Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita della Banca d’Italia, che fotografa il sentiment delle aziende con almeno 50 addetti nel quarto trimestre del 2025.

Secondo l’analisi di Bankitalia, prosegue il recupero avviato a partire dalla primavera scorsa: il saldo tra giudizi di miglioramento e di peggioramento della situazione economica generale registra un ulteriore passo avanti, pur restando negativo. A prevalere è soprattutto una valutazione di stabilità, condivisa in modo trasversale tra i diversi settori produttivi. Un segnale non eclatante, ma significativo in un contesto ancora caratterizzato da incertezza macroeconomica e geopolitica.

Il miglioramento appare più evidente tra le imprese di maggiori dimensioni, che rispetto alla rilevazione di settembre esprimono valutazioni meno sfavorevoli. Anche le aspettative sulla domanda, sia interna sia estera, risultano complessivamente più positive, con l’eccezione del comparto delle costruzioni, che continua a mostrare maggiore cautela.

Sul fronte del lavoro, le aziende prevedono una crescita moderata dei salari, con un incremento medio atteso intorno al 2 per cento nei prossimi dodici mesi. Le prospettive occupazionali restano orientate all’espansione nel breve periodo, segnalando una tenuta del mercato del lavoro nonostante il rallentamento dell’economia europea.

Un altro elemento rilevante riguarda l’andamento dei prezzi. La crescita dei prezzi di vendita appare in lieve rallentamento e la dinamica prevista per l’anno a venire resta contenuta. In questo quadro, le aspettative di inflazione al consumo sono ulteriormente diminuite, collocandosi su tutti gli orizzonti temporali tra l’1,6 e l’1,8 per cento, valori coerenti con uno scenario di normalizzazione dopo la fase inflattiva degli ultimi anni.

Nel complesso, l’indagine restituisce l’immagine di un sistema produttivo che guarda al futuro con cauto ottimismo, sostenuto da una minore percezione degli effetti negativi legati all’incertezza economica, politica e alle politiche commerciali internazionali. Un equilibrio fragile, ma che suggerisce come le imprese stiano gradualmente adattandosi a un nuovo contesto di crescita più moderata e inflazione sotto controllo.


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