L’economia italiana continua a mostrare una resistenza superiore rispetto alle stime previsionali, inserendosi in un percorso di crescita moderata ma costante nonostante il persistere delle turbolenze geopolitiche globali. È quanto emerso dall’audizione sul Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpfp) tenuta da Andrea Brandolini, capo del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia.
Il quadro tracciato da Via Nazionale evidenzia un Prodotto Interno Lordo in progresso nella prima metà del 2026 e destinato a proseguire la propria traiettoria positiva anche nei mesi conclusivi dell’anno e nel prossimo triennio, pur in presenza di fattori frenanti di natura strutturale e congiunturale.
Costi energetici e stasi dei tassi tra i fattori di freno
A contenere il ritmo dell’espansione economica nazionale rimangono principalmente due variabili macroeconomiche di rilevante impatto sull’apparato produttivo:
- Rincaro dell’energia: Il recente rialzo delle materie prime energetiche continua a incidere sui costi di produzione delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie;
- Costo del credito: L’elevato livello dei tassi di interesse e l’aumento dei costi di finanziamento mantengono cauti gli investimenti privati e le erogazioni aziendali.
«In un contesto internazionale segnato da grande instabilità, l’economia italiana, come quella europea, ha mostrato una tenuta superiore alle attese. Il Pil è aumentato nella prima parte del 2026 e dovrebbe continuare a espandersi nella seconda parte dell’anno e nei prossimi anni, sebbene a ritmi contenuti dagli effetti del rincaro dell’energia e dall’aumento dei costi di finanziamento.»
— Andrea Brandolini, Capo Dipartimento Economia e Statistica di Banca d’Italia
Dalla crisi in Medio Oriente alla bolla dell’IA: la mappa dei rischi
Nel delineare lo scenario di previsione, la Banca d’Italia ha richiamato l’attenzione sui principali fattori di rischio che minacciano la stabilità dei mercati internazionali e la tenuta dei conti pubblici.
Oltre all’aggravarsi della crisi in Medio Oriente e alle diffuse tensioni geopolitiche globali, un elemento di forte attenzione è rappresentato dalle dinamiche dei mercati finanziari connesse agli sviluppi dell’intelligenza artificiale. Le repentine oscillazioni di valore dei titoli tecnologici e le incertezze sul ritorno effettivo degli ingenti investimenti nel settore rappresentano una potenziale fonte di instabilità sistemica capace di riflettersi negativamente sull’economia reale italiana.
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