Benzina aumento pieno di benzina - diesel - accise

Il mercato dei carburanti torna a muoversi in una fase caratterizzata da segnali contrastanti tra dinamiche internazionali e politiche commerciali delle compagnie petrolifere. Da un lato, si registra un calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, in particolare del diesel, in diminuzione per la seconda seduta consecutiva. Dall’altro lato, sulla rete distributiva italiana si riaffacciano i primi segnali di rialzo, con Eni che ha aumentato di un centesimo i prezzi raccomandati sia per la benzina sia per il gasolio. Lo si apprende dall’ultima analisi fornita dal sito Staffetta Quotidiana.

Si tratta di una dinamica che evidenzia ancora una volta la complessità della trasmissione delle variazioni dei prezzi internazionali lungo la filiera energetica. L’adeguamento dei listini alla pompa non è immediato e dipende da una pluralità di fattori, tra cui le strategie commerciali delle compagnie, le scorte accumulate e l’andamento complessivo della domanda interna. Proprio per questo motivo, in attesa che il mercato recepisca i nuovi aumenti, le medie nazionali dei prezzi praticati risultano al momento sostanzialmente stabili.

Secondo le elaborazioni sui dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 10 febbraio, il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self service si attesta a 1,651 euro al litro, con una forbice tra i principali marchi compresa tra 1,641 e 1,663 euro al litro, mentre i distributori indipendenti si collocano mediamente a 1,640 euro al litro.

Situazione analoga per il diesel self service, che si mantiene su una media di 1,698 euro al litro, con valori oscillanti tra 1,690 e 1,715 euro al litro nelle reti delle compagnie e con i distributori no logo attestati mediamente a 1,686 euro al litro. La tenuta dei prezzi al consumo, almeno nel breve periodo, appare quindi legata ai tempi tecnici di adeguamento dei listini alle nuove indicazioni dei principali operatori del settore.

Sul fronte del servito, la benzina registra una media nazionale di 1,794 euro al litro, con una variabilità significativa tra i diversi impianti che riflette sia la struttura territoriale del mercato sia le politiche commerciali locali. I punti vendita delle compagnie presentano prezzi compresi tra 1,730 e 1,866 euro al litro, mentre gli impianti indipendenti si attestano su una media più contenuta, pari a 1,701 euro al litro.

Per quanto riguarda il gasolio servito, la media nazionale si posiziona a 1,838 euro al litro, sostanzialmente stabile rispetto alle rilevazioni precedenti. Anche in questo caso si registra una forte variabilità territoriale, con i distributori delle compagnie che oscillano tra 1,777 e 1,918 euro al litro e i punti vendita no logo che si fermano a 1,743 euro al litro.

L’analisi complessiva del mercato energetico evidenzia come la volatilità dei prezzi internazionali continui a riflettersi in modo differito e non lineare sul mercato domestico, con possibili impatti sia sui consumatori sia sul sistema produttivo. Il costo dei carburanti rappresenta infatti una variabile cruciale per l’intera economia nazionale, incidendo direttamente sui costi della logistica, dei trasporti e della filiera industriale.

Restano relativamente stabili anche i prezzi dei carburanti alternativi. Il Gpl si colloca mediamente in una fascia compresa tra 0,696 e 0,725 euro al litro, con i distributori indipendenti che scendono fino a 0,685 euro al litro. Il metano per autotrazione, invece, si mantiene in un intervallo tra 1,401 e 1,490 euro al chilogrammo, con i no logo che registrano una media di 1,405 euro al chilogrammo.

Nel breve periodo, l’evoluzione del mercato dipenderà dall’andamento delle quotazioni internazionali del greggio e dei raffinati, oltre che dalle scelte strategiche delle compagnie petrolifere. Gli operatori del settore monitorano con attenzione le dinamiche geopolitiche e la domanda energetica globale, fattori che continuano a influenzare in maniera significativa l’equilibrio dei prezzi e la sostenibilità dei costi per famiglie e imprese.


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