Fulvio Martusciello Veronica Biondo Forza Italia CIRIELLI

È diventata un caso politico nazionale la candidatura di Veronica Biondo, vicesindaca di Santa Maria a Vico (Caserta), finita agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sul clan Massaro. A poche settimane dalle elezioni regionali in Campania, la sua presenza nelle liste di Forza Italia ha innescato uno scontro frontale tra il candidato del centrosinistra Roberto Fico, il coordinatore regionale azzurro Fulvio Martusciello e il viceministro Edmondo Cirielli, esponente di spicco di Fratelli d’Italia.

L’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha portato a misure cautelari per diversi amministratori locali, tra cui il sindaco Andrea Pirozzi, la stessa Biondo, il consigliere Giuseppe Nuzzo e l’ex assessore Marcantonio Ferrara. Gli inquirenti contestano reati che vanno dallo scambio elettorale politico-mafioso alla corruzione e al favoreggiamento personale, ipotizzando un patto elettorale con il clan Massaro per il controllo del voto nelle comunali del 2020. Si precisa che le persone citate risultano al momento solo indagate e non sono state condannate in via definitiva.

Secondo la Dda, il gruppo criminale avrebbe messo a disposizione un consistente “pacchetto di voti” in cambio di favori amministrativi, dall’assegnazione di concessioni comunali fino alla gestione di impianti di cremazione e aree pubbliche, spingendosi perfino a prevedere l’assunzione di propri uomini in aziende legate a gare d’appalto.

Sul piano politico, le ripercussioni sono immediate. Martusciello ha annunciato che “Veronica Biondo non sarà candidata, a sua tutela”, precisando che Forza Italia “resta un partito garantista, ma responsabile”. “Non conosciamo i dettagli dell’inchiesta, ma prendiamo atto dei fatti e ci affidiamo al lavoro della magistratura”, ha aggiunto il coordinatore, confermando che il coordinamento provinciale di Caserta è già al lavoro per sostituire la candidata nella lista azzurra.

A incendiare il dibattito è stato Roberto Fico, candidato presidente del centrosinistra, che ha attaccato frontalmente la destra: “L’inchiesta sul clan Massaro è inquietante. Chiedo a Edmondo Cirielli di fare chiarezza e prendere posizione, se Forza Italia glielo permetterà”, ha scritto sui social. “Fare chiarezza non è giustizialismo, ma un atto di etica e responsabilità verso i cittadini”, ha aggiunto.

Un passaggio che ha messo in evidenza le tensioni nella coalizione di centrodestra, già attraversata da rivalità sotterranee tra Fratelli d’Italia e Forza Italia per la gestione delle liste. La figura di Cirielli, viceministro e punto di riferimento del governo per la Campania, diventa così il simbolo di una richiesta di trasparenza che va oltre il singolo caso giudiziario e tocca la credibilità complessiva della coalizione.

Biondo, legata politicamente al consigliere regionale Giovanni Zannini, ex alleato del governatore Vincenzo De Luca, era approdata in Forza Italia solo di recente, nella fase finale di composizione delle liste. Il suo arresto, avvenuto alla vigilia della presentazione ufficiale dei candidati, ha reso evidente il cortocircuito politico in cui il partito di Berlusconi in Campania si trova ora a muoversi: tra il principio di garantismo e la necessità di difendere la propria immagine in un territorio storicamente sensibile ai temi della legalità.

L’inchiesta sul clan Massaro, con le sue ramificazioni tra camorra e politica locale, rischia di trasformarsi nel primo vero banco di prova per la credibilità della coalizione di centrodestra in una delle regioni più delicate del Paese. E mentre la magistratura prosegue il suo lavoro, la campagna elettorale campana entra nel vivo tra inchieste e accuse incrociate.


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