L’impatto dell’inflazione e dei rincari energetici sulle abitudini di spesa delle famiglie rischia di provocare una forte contrazione della domanda interna nella fase finale dell’anno. Secondo le stime diffuse da Confesercenti sulla base di un’indagine condotta in collaborazione con Ipsos, nel trimestre in corso si prospetta un ammanco di consumi pari a 1,4 miliardi di euro. Il contraccolpo colpisce in modo trasversale il tessuto sociale: oltre nove italiani su dieci (più del 90%) dichiarano di aver già modificato i propri comportamenti d’acquisto o adottato strategie di risparmio per compensare l’aumento dei costi fissi legati a bollette, carburanti e generi alimentari.
La mappa dei tagli tracciata dal sondaggio evidenzia come le rinunce delle famiglie vadano a penalizzare prioritariamente la filiera dei servizi, della ricettività e del tempo libero. Nel dettaglio, il 53% degli intervistati prevede di ridurre le uscite per la ristorazione, il 44% taglierà le consumazioni nei bar e il 41% ridurrà il budget destinato a vacanze e viaggi. Parallelamente, si registra un’accelerazione nella caccia alle promozioni commerciali, unita al ricorso crescente al mercato dell’usato per contenere le uscite di bilancio.
Commentando i risultati della rilevazione, il Presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, ha sottolineato come la contrazione degli acquisti si traduca in minori opportunità di reddito per il commercio di vicinato e le imprese turistiche, a loro volta strette dalla morsa dei rincari operativi. Pur valutando positivamente le misure di sgravio IRPEF e di detassazione degli aumenti contrattuali inserite nella Manovra di Bilancio, l’associazione di categoria sollecita il Governo a varare con massima urgenza un decreto bollette in grado di calmierare i costi di elettricità e gas, evitando che il peso delle utenze assorba del tutto i benefici fiscali sui redditi da lavoro.
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