Salario

Le dinamiche retributive e il quadro della contrattazione collettiva in Italia registrano segnali di progressivo sblocco. Secondo la nota diffusa dall’Istat sull’andamento delle retribuzioni contrattuali nel terzo trimestre 2026, nei primi nove mesi dell’anno (gennaio-settembre) la retribuzione oraria media dell’insieme dei lavoratori ha registrato una crescita del +2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel solo mese di settembre 2026, l’indice evidenzia una variazione congiunturale nulla su agosto e una progressione tendenziale del +2,5% su base annua.

A guidare l’incremento del potere d’acquisto salariale è soprattutto la Pubblica Amministrazione, che segna un +3,2% tendenziale, a fronte del +2,3% registrato dal settore privato (articolato tra il +3,3% dell’agricoltura, il +2,6% dell’industria e il +2,1% dei servizi privati). La spinta sul pubblico impiego deriva dal recepimento nel corso del trimestre di sette contratti collettivi riguardanti i comparti statali per il triennio 2025-2027. Tale dinamica ha consentito di abbattere significativamente il tempo medio di attesa per i rinnovi nella PA (sceso da 36,9 a 21,0 mesi), portando la media generale nazionale per i contratti scaduti a 20,8 mesi (rispetto ai 27,9 mesi di settembre 2025), a fronte di un lieve allungamento nel settore privato (da 18,6 a 20,4 mesi).

Al 30 settembre 2026 si contano 56 contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica, a copertura dell’80,8% del totale dei dipendenti (con una punta dell’89,1% nel comparto privato e del 50,7% nel pubblico). Restano invece 19 i contratti in attesa di rinnovo, che coinvolgono circa 2,5 milioni di lavoratori (1,1 milioni nei servizi e nell’industria privata, 1,4 milioni nella PA). La mappa dei rialzi settoriali evidenzia i picchi più elevati nella Scuola (+5,5%), nelle Telecomunicazioni (+5,1%) e nell’Igiene Ambientale (+5,0%), a fronte di una variazione nulla (+0,0%) rilevata per le farmacie private, il comparto delle funzioni centrali, le forze dell’ordine, le forze armate e i vigili del fuoco.

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