“Il problema di Roma non è l’inefficienza, ma le regole stratificate e la difesa degli interessi costituiti che impediscono il cambiamento”. Con queste parole Francesco Gaetano Caltagirone ha aperto l’evento “L’Italia si trasforma – Una sfida Capitale”, organizzato da Il Messaggero per riflettere sul ruolo della Capitale nelle trasformazioni mondiali. L’imprenditore ha indicato con fermezza la necessità di “liberarsi dai troppi vincoli e riconquistare la libertà di azione”, ponendo l’accento sull’urgenza di “rivedere le vecchie regole che ci frenano”.
Nel suo intervento, Caltagirone ha evidenziato un paradosso ormai evidente: Roma riesce a funzionare bene proprio quando è sovraccarica di eventi. Il riferimento è alle numerose manifestazioni che stanno attraversando la città, come il Giubileo, le iniziative religiose, gli eventi sportivi internazionali e il boom turistico. “Tutto questo sta funzionando molto bene grazie all’efficienza del sindaco e della sua giunta, che va riconosciuta”, ha detto, sottolineando però un punto critico: “Perché Roma funziona meglio nel sovraccarico che nella gestione quotidiana?”
Secondo Caltagirone, il problema risiede nel fatto che, in presenza di un’emergenza o di eventi straordinari, la città riesce a organizzarsi, coordinarsi, adottare le persone giuste e creare regole funzionali in autonomia. Ma nelle attività ordinarie, Roma fatica. “L’esecuzione delle cose normali si scontra con l’incrostazione delle regole esistenti”, ha avvertito, rilanciando la necessità di un cambiamento profondo. Serve, a suo giudizio, un’evoluzione culturale, la rottura con interessi particolari e una velocizzazione del processo decisionale.
Ma il discorso non si ferma alla Capitale. Caltagirone guarda all’intero sistema Paese: “Pensate a Napoli e al nuovo corso di Gaetano Manfredi”, ha detto, elogiando il nuovo atteggiamento amministrativo della città dopo un periodo di “incredibile decadenza”. Napoli, secondo l’imprenditore, sta rifiorendo grazie a un cambiamento di visione e di cultura politica. Le idee, ha sottolineato, “possono farti volare basso o volare alto”, e per cambiare bisogna prima cambiare le idee e la mentalità.
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