Il commercio estero italiano verso i Paesi extra Ue chiude il 2025 con segnali contrastanti ma complessivamente positivi sul fronte dell’export, mentre l’import continua a riflettere gli effetti della normalizzazione dei prezzi energetici. A dicembre 2025 l’interscambio con i mercati extra Ue registra una crescita congiunturale sia delle esportazioni (+1,5%) sia, in misura più marcata, delle importazioni (+4,3%), confermando una dinamica di fine anno più vivace rispetto ai mesi precedenti.
L’aumento mensile dell’export è trainato soprattutto dai beni strumentali, che segnano un progresso significativo, a testimonianza di una domanda internazionale ancora solida per la meccanica e i comparti a maggiore contenuto tecnologico. Positiva anche la performance delle esportazioni di energia e di beni intermedi, mentre rallentano le vendite di beni di consumo non durevoli, segnale di una domanda estera più selettiva sui prodotti a più rapido ciclo di consumo. Sul fronte delle importazioni, la crescita è diffusa e sostenuta in particolare dagli acquisti di beni intermedi, coerentemente con una ripresa delle attività produttive e con il rafforzamento delle catene di approvvigionamento.
Guardando all’ultimo trimestre del 2025, il quadro appare più cauto. Rispetto al trimestre precedente, l’export segna una flessione dello 0,8%, penalizzato soprattutto dal forte calo delle vendite di energia e dalla contrazione dei beni strumentali. Tengono invece le esportazioni di beni intermedi e di beni di consumo non durevoli, che attenuano l’impatto negativo. Nello stesso periodo, anche le importazioni risultano in calo (-1,8%), con l’eccezione dei beni intermedi, in controtendenza rispetto agli altri comparti.
Sul piano tendenziale, dicembre segna una netta inversione rispetto al mese precedente. Le esportazioni verso i Paesi extra Ue crescono del 4,6% su base annua, dopo il dato negativo di novembre, grazie soprattutto al forte contributo dei beni intermedi e dei beni strumentali. Le importazioni, invece, registrano una flessione dell’1,2%, determinata in larga parte dalla drastica riduzione degli acquisti di energia, che compensa l’aumento degli acquisti di beni di consumo non durevoli e intermedi.
Il miglioramento del saldo commerciale è uno degli elementi più rilevanti del mese. A dicembre 2025 l’avanzo commerciale con i Paesi extra Ue raggiunge gli 8,4 miliardi di euro, in aumento rispetto allo stesso mese del 2024. Decisivo il contributo del calo del deficit energetico, che si riduce sensibilmente, mentre l’avanzo dei prodotti non energetici rimane su livelli elevati, pur in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Dal punto di vista geografico, emerge una forte eterogeneità. Crescono in modo marcato le esportazioni verso i Paesi ASEAN e la Svizzera, così come quelle dirette in Cina e verso i Paesi OPEC. Al contrario, risultano in calo le vendite verso Turchia, Regno Unito, Giappone e America Latina, mentre le esportazioni verso gli Stati Uniti mostrano una sostanziale stabilità. Sul lato delle importazioni, spicca la forte contrazione degli acquisti dai Paesi OPEC, coerente con il calo dei prezzi energetici, a fronte di un robusto aumento degli scambi con Stati Uniti e Paesi del MERCOSUR.
Nel complesso dell’anno, il 2025 si chiude con una crescita dell’export extra Ue del 2,3%, in accelerazione rispetto al 2024, sostenuta principalmente dai beni intermedi e dai beni di consumo non durevoli. Le importazioni crescono del 3,4%, dopo la contrazione dell’anno precedente, spinte dalla domanda interna di beni di consumo. L’avanzo commerciale complessivo verso i Paesi extra Ue resta elevato, pari a 56,1 miliardi di euro, confermando il contributo positivo del commercio estero alla tenuta dell’economia italiana, pur in un contesto internazionale ancora incerto.
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