Caro affitti - coabitazione fluida

La contrazione dell’offerta disponibile e la contemporanea spinta al rialzo dei canoni di locazione stanno progressivamente riducendo l’accessibilità al mercato della casa per le famiglie italiane. Secondo l’aggiornamento dell’indice elaborato dall’Ufficio Studi del portale immobiliare idealista, la quota di abitazioni con tre o più locali alla portata di un reddito medio familiare è scesa su base nazionale dal 63% al 61% nell’arco di soli sei mesi.

Nel medesimo arco temporale, lo stock complessivo degli annunci si è ridotto del 6%, passando da 87 mila a 82 mila unità, con un calo netto di quasi 3.000 soluzioni abitative rientranti nei parametri di sostenibilità finanziaria. Essendo rimasto invariato il reddito di riferimento, la flessione riflette in modo diretto la costante escalation dei canoni richiesti dai locatori.

La maglia nera a Napoli e Roma: budget familiare sotto pressione

Il fenomeno dell’emergenza abitativa colpisce con maggiore intensità le grandi aree metropolitane dove la pressione della domanda turistica e universitaria si somma alla scarsità di immobili sul mercato residenziale a lungo termine.

A Napoli, città che si conferma la meno accessibile d’Italia per il nucleo familiare medio, a fronte di un reddito netto mensile stimato dall’Istat in circa 2.700 euro (pari a 32.781 euro annui), il canone teoricamente sostenibile fissato al 33% del budget si attesta a 910 euro. In questo perimetro economico rientra appena il 25% degli annunci presenti sul mercato.

Quadri analoghi si registrano a Roma, dove a fronte di un reddito medio di 3.600 euro e un canone sostenibile di 1.200 euro la quota di case accessibili si ferma al 29%, e a Firenze, che non supera il 37% (con reddito di 4.000 euro e canone limite di 1.330 euro). Milano evidenzia invece una contro-tendenza, risalendo al 45% (+3% rispetto al primo trimestre) grazie a un parziale riallineamento dei valori locativi nei segmenti medio-bassi della periferia.

La mappa della sostenibilità: Perugia al top, balzo di Bari

L’analisi geografica condotta dal centro studi mostra un’Italia spaccata tra i grandi centri urbani e le realtà provinciali di medie dimensioni, dove la quota di appartamenti accessibili rimane ampiamente prevalente.

In testa alla classifica per accessibilità figurano Perugia (97%) e Parma (91%), seguite da Genova (82%), Pisa (80%), Padova (79%), Palermo (78%) e Bologna (77%). Valori superiori al 70% caratterizzano anche Trieste (75%), Modena (74%), Verona e Bari (73%).

Più defilate risultano Torino (67%) e Catania (65%), mentre Bergamo e Monza (61%) risultano allineate alla media nazionale. Tra le variazioni più marcate rispetto al primo trimestre si segnalano la performance positiva di Bari, che sale dal 60% al 73% di annunci accessibili, e la flessione di Monza, che scivola dal 69% al 61%.


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