Nei primi undici mesi del 2025 le entrate tributarie erariali raggiungono quota 530,6 miliardi di euro, registrando un incremento di 11,3 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a una crescita del +2,2%. È quanto emerge dal Bollettino delle Entrate del Dipartimento delle Finanze del Mef, che fotografa un andamento complessivamente positivo del gettito, sostenuto soprattutto dalla dinamica delle imposte indirette.
Il dato complessivo riflette una crescita differenziata tra le principali componenti del sistema fiscale. Le imposte dirette si attestano a 294,8 miliardi di euro, con un aumento contenuto di circa 1,5 miliardi (+0,5%), mentre le imposte indirette raggiungono 235,7 miliardi, segnando un incremento decisamente più marcato di 9,8 miliardi (+4,3%). Un andamento che conferma come la ripresa delle entrate sia trainata principalmente dai consumi e dalle transazioni economiche, piuttosto che dai redditi.
Particolarmente significativo il dato relativo al solo mese di novembre. In questo periodo le entrate tributarie hanno sfiorato i 59 miliardi di euro, con un aumento di 1,92 miliardi su base annua (+3,4%), evidenziando una fase di accelerazione del gettito nella parte finale dell’anno. Anche in questo caso, la crescita è stata più sostenuta sul fronte delle imposte indirette, che hanno registrato un incremento di 1,37 miliardi (+4,7%), arrivando a 30,3 miliardi, mentre le imposte dirette sono cresciute di 545 milioni (+1,9%), attestandosi a 28,6 miliardi.
Nel complesso, i numeri confermano una tenuta dei conti pubblici sul fronte delle entrate, in un contesto economico ancora caratterizzato da incertezze internazionali e pressioni inflazionistiche residue. La composizione della crescita del gettito pone tuttavia interrogativi di natura strutturale, in particolare sul peso crescente della fiscalità indiretta e sugli effetti distributivi di lungo periodo, temi destinati a rientrare nel dibattito politico ed economico dei prossimi mesi, anche in relazione alle prossime scelte di bilancio.
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