Le denunce di infortunio sul lavoro tornano a crescere, mentre i casi mortali mostrano un lieve calo. È il quadro delineato dall’Inail nei dati relativi a maggio 2026, che confermano una dinamica complessa: più incidenti, più malattie professionali, ma meno decessi rispetto allo scorso anno.
Rispetto a maggio 2025, gli infortuni denunciati in occasione di lavoro aumentano del 4,6%, mentre i decessi diminuiscono del 3%. Anche gli infortuni in itinere registrano un incremento significativo delle denunce, pari al 9,7%, a fronte di una riduzione del 9,3% dei casi mortali.
Un indicatore chiave è l’incidenza infortunistica: rapportando gli infortuni in occasione di lavoro (esclusi gli studenti) al numero degli occupati rilevati dall’Istat, si passa da 690 a 715 denunce ogni 100mila occupati, con un aumento del 3,6%. Nonostante la crescita, il dato resta inferiore del 10,6% rispetto alle 800 denunce ogni 100mila occupati registrate a maggio 2019, prima della pandemia.
Accanto agli infortuni, continua a crescere il numero delle malattie professionali, che segnano un aumento del 16,8%, raggiungendo quota 49.522 denunce. Un dato che conferma la necessità di rafforzare prevenzione, controlli e formazione, soprattutto nei settori più esposti a rischi fisici, chimici e biomeccanici.
Il quadro complessivo mostra un Paese che, pur registrando meno decessi, continua a fare i conti con una pressione crescente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con un aumento delle patologie correlate all’attività professionale. Una sfida che chiama in causa imprese, istituzioni e parti sociali, in un contesto occupazionale in evoluzione.
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