La Banca centrale europea segnala un peggioramento del quadro congiunturale dell’area euro nel secondo trimestre del 2026. Nel suo ultimo aggiornamento, l’istituto di Francoforte rileva che gli indicatori a breve dell’economia dell’Eurozona “sono peggiorati da marzo” e mostrano con chiarezza “l’impatto negativo della guerra in Medio Oriente sull’attività economica”.
Il riferimento è soprattutto all’indice PMI composito flash, che a maggio ha registrato un nuovo calo, rimanendo in territorio di contrazione per il secondo mese consecutivo. Un segnale che, secondo la Bce, riflette il deterioramento delle percezioni sulla produzione e l’incertezza generata dal conflitto in corso, con effetti che si stanno trasmettendo gradualmente a imprese e consumatori.
La Banca centrale sottolinea che gli indicatori puntano a “un deciso rallentamento dei consumi” man mano che si manifesta l’impatto economico della guerra. La domanda interna, già indebolita dall’inflazione e dai costi energetici, risente ora anche del peggioramento del clima di fiducia. La Bce avverte inoltre che il conflitto “è atteso pesare di più sugli investimenti nel secondo trimestre”, con un effetto frenante sulle decisioni delle imprese, soprattutto nei settori più esposti alla volatilità dei mercati internazionali.
Il quadro che emerge è quello di un’economia europea che, dopo i segnali di stabilizzazione di inizio anno, torna a confrontarsi con shock esterni e tensioni geopolitiche che rallentano la crescita e alimentano incertezza. La Bce monitora da vicino l’evoluzione degli indici PMI e degli indicatori anticipatori, considerati fondamentali per valutare la traiettoria dell’economia nei prossimi mesi.
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