Accordi per l'innovazione Mimit

Parte ufficialmente una delle principali misure di politica industriale del 2026. Da oggi e fino al 18 febbraio, imprese e centri di ricerca possono presentare domanda per accedere ai 731 milioni di euro di contributi a fondo perduto messi a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito degli Accordi per l’innovazione, strumento pensato per sostenere lo sviluppo tecnologico e la capacità competitiva del sistema produttivo nazionale.

L’intervento, previsto dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025, si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento delle filiere industriali considerate strategiche per il Paese. “Con questa misura – ha spiegato il ministro Adolfo Urso – mettiamo a disposizione di imprese e centri di ricerca risorse significative per rafforzarne la competitività sui mercati internazionali, puntando sull’innovazione tecnologica nei settori chiave del Made in Italy”. Un messaggio che conferma l’orientamento del dicastero verso una politica industriale selettiva, focalizzata su investimenti ad alto contenuto tecnologico.

Le risorse stanziate sono articolate su due grandi assi di intervento. 530 milioni di euro sono destinati ai progetti che riguardano comparti come automotive e trasporti, materiali avanzati, robotica e semiconduttori, settori centrali per la transizione industriale e digitale. I restanti 201 milioni finanzieranno iniziative legate a tecnologie quantistiche, reti di telecomunicazione, cavi sottomarini, realtà virtuale e aumentata, ambiti ritenuti cruciali per l’autonomia tecnologica e la sicurezza delle infrastrutture strategiche.

La misura è rivolta a imprese di qualsiasi dimensione, purché con almeno due bilanci approvati, oltre a centri di ricerca e imprese di servizi. È prevista anche la possibilità di presentare progetti congiunti, fino a un massimo di cinque soggetti, favorendo così la collaborazione tra mondo produttivo e sistema della ricerca. Un’impostazione che mira a stimolare ecosistemi innovativi e a ridurre la frammentazione degli investimenti.

Dal punto di vista degli incentivi, i contributi diretti possono coprire fino al 45% dei costi per le piccole imprese, il 35% per le medie e il 25% per le grandi, con la possibilità di affiancare un finanziamento agevolato fino al 20%. Un elemento rilevante riguarda inoltre la dimensione territoriale dell’intervento: circa un terzo delle risorse è destinato al Mezzogiorno, con l’obiettivo di sostenere progetti di ricerca e sviluppo nelle aree del Paese tradizionalmente più fragili sotto il profilo industriale.

Gli Accordi per l’innovazione si confermano così come uno degli strumenti centrali attraverso cui il Mimit intende accompagnare la trasformazione del tessuto produttivo italiano, puntando su innovazione, tecnologia e competitività internazionale. Una sfida che incrocia non solo le politiche industriali, ma anche quelle di coesione e di posizionamento strategico dell’Italia nelle nuove catene globali del valore.


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