Occupazione, dati Istat - occupati, lavoro - pil

A dicembre 2025 la produzione industriale italiana registra un rallentamento su base mensile, ma mantiene un profilo positivo nel confronto annuo. Secondo le stime, l’indice destagionalizzato diminuisce dello 0,4% rispetto a novembre, interrompendo la dinamica di recupero dei mesi precedenti. Tuttavia, nella media del quarto trimestre, la produzione segna un aumento dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti, indicando una chiusura d’anno complessivamente più solida rispetto all’autunno.

Il calo congiunturale di dicembre è diffuso, ma non uniforme. Crescono infatti l’energia (+1,2%) e i beni strumentali (+0,5%), mentre arretrano i beni intermedi (-0,4%) e soprattutto i beni di consumo (-0,9%). La debolezza della domanda finale continua dunque a pesare sui comparti più esposti ai consumi, mentre gli investimenti mostrano una maggiore tenuta.

Il quadro cambia nel confronto tendenziale. Al netto degli effetti di calendario, l’indice generale aumenta del 3,2% rispetto a dicembre 2024, con lo stesso numero di giorni lavorativi (20). A trainare la crescita sono in particolare i beni strumentali (+7,2%), segnale di una dinamica ancora favorevole degli investimenti produttivi. Più contenuti ma comunque positivi gli incrementi dei beni intermedi (+2,9%) e dell’energia (+1,7%), mentre i beni di consumo restano sostanzialmente stagnanti (+0,1%).

L’analisi settoriale evidenzia forti differenze. Spicca la produzione farmaceutica, in aumento del 23,8% su base annua, seguita dalle altre industrie manifatturiere (+9,3%) e dalla metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+7,4%). Sul fronte opposto, si registrano flessioni nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,6%), nel tessile-abbigliamento, pelli e accessori (-3,4%) e nel comparto del legno, carta e stampa (-2,9%). Si conferma così una dinamica industriale a doppia velocità, con comparti ad alto contenuto tecnologico o legati a filiere strategiche più dinamici rispetto ai settori tradizionali.

Il bilancio dell’intero 2025 restituisce un quadro di sostanziale stagnazione. A consuntivo, la produzione industriale diminuisce dello 0,2% al netto degli effetti di calendario, segnalando un anno complesso per il sistema manifatturiero italiano. Tra i principali raggruppamenti, solo l’energia chiude l’anno in crescita, mentre la manifattura mostra andamenti differenziati.

All’interno del comparto manifatturiero, le performance migliori si registrano nelle industrie farmaceutiche e alimentari e nella fabbricazione di computer ed elettronica, comparti che hanno beneficiato della domanda internazionale e dei processi di innovazione tecnologica. Le flessioni più marcate riguardano invece il tessile-abbigliamento e la fabbricazione di mezzi di trasporto, settori più esposti alla debolezza della domanda interna ed europea.

Il dato di dicembre conferma dunque un’industria italiana ancora in fase di transizione: investimenti e settori ad alto valore aggiunto mostrano segnali di resilienza, mentre i comparti legati ai consumi e alle filiere tradizionali restano sotto pressione. Il 2026 si apre con una base fragile ma non priva di elementi di ripresa, in un contesto in cui la tenuta della domanda e la stabilità del quadro macroeconomico saranno determinanti per consolidare i segnali positivi emersi a fine anno.


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