Commercio estero IMPORT EXPORT

ROMA – Un quadro di sostenuta tenuta per la bilancia commerciale italiana nei mercati globali, con performance di spicco sulle direttrici extra-europee. Secondo i dati definitivi diffusi dall’Istat sul commercio con l’estero relativi ad agosto 2026, le esportazioni italiane hanno registrato un balzo su base annua del +9,0% in valore (e dello +1,9% in volume).

Sul piano congiunturale, l’export segna una flessione dell’1,5% rispetto a luglio (-1,6% le importazioni), una dinamica in gran parte condizionata dal picco di vendite straordinarie nel settore della cantieristica navale registrato nel mese precedente: al netto dei mezzi di navigazione marittima, il calo congiunturale si riduce a un contenuto -0,4%. Nel trimestre giugno-agosto 2026 l’andamento complessivo dell’export resta orientato alla crescita (+0,7%).

La mappa dei settori: boom di autoveicoli, raffinati e metallurgia

La spinta alle esportazioni italiane su base annua è guidata da alcuni settori chiave della manifattura e della raffinazione:

  • Autoveicoli e Mezzi di Trasporto: Il comparto automotive registra un’accelerazione eccezionale con un +55,8% su base annua, affiancato dagli altri mezzi di trasporto al +17,2%;
  • Coke e Prodotti Petroliferi Raffinati: Le esportazioni del settore petrolifero segnano un balzo del +55,4%;
  • Metalli di base e Prodotti in metallo: L’export di prodotti metallurgici cresce del +26,5%, confermandosi il settore trainante dell’intero 2026 (spiega da solo oltre la metà dell’incremento nei primi 8 mesi);
  • Agroalimentare: Il comparto prodotti alimentari, bevande e tabacco mantiene un trend solido al +5,4%.

In controtendenza si registra una contrazione tendenziale per il settore dei macchinari e apparecchi non classificati altrove (-1,4%).

Geografia delle vendite: volano USA e Svizzera, frena la Francia

Il motore della crescita dell’export italiano risiede principalmente nei mercati al di fuori dell’Unione Europea, dove le vendite crescono del +16,7% su base annua a fronte di un +1,6% registrato all’interno del perimetro Ue:

  1. Svizzera (+57,1%) e Stati Uniti (+31,2%): Rappresentano i principali Paesi di destinazione a supporto della crescita in valore del Made in Italy;
  2. Cina (+32,7%) e Paesi OPEC (+17,8%): Confermano una dinamica fortemente espansiva;
  3. Francia (-8,3%): Si conferma il mercato a maggior apporto negativo sul totale delle vendite nazionali.

Saldo commerciale a +34,7 miliardi nei primi 8 mesi: pesa il fattore energia sui prezzi import

Per quanto riguarda il saldo commerciale, ad agosto 2026 l’attivo si attesta a +1.773 milioni di euro (rispetto ai +1.875 milioni di agosto 2025). Il risultato risente dell’ampliamento del deficit energetico, salito a -5.152 milioni di euro a causa dei rialzi delle quotazioni materie prime. Di contro, l’avanzo nell’interscambio dei prodotti non energetici sale a +6.925 milioni di euro.

Nei primi otto mesi del 2026 l’export complessivo registra un incremento tendenziale del +5,0%, portando il saldo commerciale cumulato a +34,7 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto ai 32,5 miliardi dello stesso periodo del 2025. Infine, i prezzi all’importazione registrano ad agosto un aumento dell’1,7% su base mensile e un’accelerazione al +7,3% su base annua (dal +5,0% di luglio), una dinamica riconducibile in larga misura ai rincari dei beni energetici importati.


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