Salvatore Velotto Intervista botulino

Una svolta professionale e istituzionale destinata a ridefinire il perimetro della prevenzione sanitaria in Italia. L’approvazione in Conferenza Stato-Regioni delle nuove Linee Guida del Ministero della Salute per i controlli ufficiali sulla sicurezza alimentare consacra l’ingresso dei Tecnologi Alimentari nei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, nei Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) e nei laboratori pubblici.

Il provvedimento, che attua il Regolamento Europeo 2017/625, supera la storica collocazione della categoria all’interno dei soli contesti aziendali privati, riconoscendone formalmente il ruolo nella tutela della salute pubblica. A fare da apripista a livello nazionale è stato il cosiddetto “modello campano”, come spiegato da Salvatore Velotto, Presidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio, nell’intervista rilasciata a margine dell’accordo.

L’intervista a Salvatore Velotto, Presidente dell’Ordine di Campania e Lazio

Presidente, nei giorni scorsi è arrivata una notizia storica per la vostra categoria con il via libera della Conferenza Stato-Regioni alle nuove Linee Guida. Cosa cambia concretamente per i Tecnologi Alimentari?

«Cambia tutto. Cambia la prospettiva e la considerazione istituzionale della nostra figura. Con l’approvazione di queste Linee Guida, in attuazione del Regolamento Europeo 2017/625, viene sancito in maniera chiara, inequivocabile e su tutto il territorio nazionale che il Tecnologo Alimentare ha pieno titolo per operare all’interno dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, nei Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) e nei laboratori dei controlli ufficiali. Fino ad oggi siamo stati troppo spesso considerati una risorsa riservata esclusivamente al settore privato o alle aziende di trasformazione; da oggi viene riconosciuto formalmente che le nostre competenze sono indispensabili e insostituibili anche nella tutela della salute pubblica e nei controlli di Stato.»

C’era stato qualche tentativo di ostruzionismo verso questa svolta da parte di altre categorie professionali. Come si è arrivati a questo traguardo?

«Non nascondo che è stata una battaglia durissima, durata anni. Abbiamo affrontato resistenza, scetticismo e veri e propri tentativi di blocco corporativo da parte di settori e professioni storiche della sanità pubblica che vedevano con timore il nostro ingresso ufficiale nel perimetro dei controlli. Ma abbiamo risposto con la forza del diritto, della politica istituzionale rigorosa e della competenza scientifica. Il nostro è un Ordine numericamente più piccolo rispetto ad altri colossi del mondo sanitario, ma rappresentiamo un’élite tecnica ineguagliabile. Il Tecnologo Alimentare è l’unico professionista che nasce da un percorso di laurea magistrale ideato, strutturato e focalizzato al 100% sullo studio chimico, microbiologico, tecnologico e normativo degli alimenti. Di fronte all’evidenza scientifica e alla complessità delle moderne filiere alimentari, il Ministero della Salute e le Regioni non hanno potuto fare altro che prenderne atto.»

Questo percorso ha una radice chiara: la Campania. Quanto è stato fondamentale il modello campano per raggiungere la dimensione nazionale?

«La Campania è stata il nostro laboratorio pionieristico e il nostro più grande motivo d’orgoglio. È qui che le ASL hanno compreso per prime – con grande lungimiranza – il valore aggiunto dell’inserimento del Tecnologo Alimentare nelle strutture di prevenzione. In Campania abbiamo dimostrato sul campo che la presenza del tecnologo alza l’asticella della qualità dei controlli, portando un approccio moderno basato sull’audit di processo, sulla valutazione del rischio tecnologico e sul controllo critico dell’HACCP, oltre il semplice controllo visivo o burocratico. Aver dimostrato in Campania che il modello funziona ed è vincente ci ha dato la forza e i dati per dire al Governo: “Ciò che abbiamo fatto in Campania deve diventare lo standard di tutta Italia”.»

Quali saranno ora i prossimi passi dell’Ordine a tutela dei colleghi e per il futuro della professione?

«La firma dell’intesa in Conferenza Stato-Regioni è una vittoria fondamentale, ma non è il traguardo finale: è il nostro punto di partenza. In primo luogo, saremo al fianco di tutti i colleghi che già lavorano all’interno delle ASL per tutelare la loro posizione, garantire la piena dignità del loro ruolo ed evitare qualsiasi tipo di discriminazione o depotenziamento professionale. In secondo luogo, avvieremo immediatamente un’azione di forte pressing istituzionale nei confronti del Ministero, delle Regioni e delle singole Aziende Sanitarie affinché si proceda allo sblocco e all’indizione di nuovi concorsi pubblici dedicati specificamente ai Tecnologi Alimentari. Il Servizio Sanitario Nazionale ha bisogno di competenze aggiornate per garantire cibo sicuro ai cittadini.»

Che messaggio sente di inviare oggi a tutti i Tecnologi Alimentari italiani?

«Voglio dire a tutti i colleghi: siate orgogliosi della scelta che avete fatto. Abbiamo dimostrato che anche quando si parte in minoranza, con il sacrificio, la coesione e la fermezza delle proprie idee, si possono abbattere muri che sembravano insormontabili. Ringrazio di cuore i colleghi che hanno combattuto al mio fianco, la dirigenza nazionale del nostro Ordine e tutti i giovani che continuano a credere in questo percorso. Da oggi non siamo inferiori a nessuno. Abbiamo dimostrato che la nostra è, a tutti gli effetti, la professione più bella e affascinante del mondo. Ora avanti tutta!»

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