La Commissione europea ha avviato un’istruttoria formale contro Temu, uno dei maggiori marketplace dell’e-commerce cinese, per presunte violazioni del Digital Services Act (DSA). Secondo quanto accertato in via preliminare da Bruxelles, la piattaforma non avrebbe rispettato l’obbligo di valutare in modo adeguato i rischi legati alla vendita di prodotti illegali, in particolare giocattoli e dispositivi elettronici non conformi alle normative europee.
L’indagine, condotta anche tramite acquisti anonimi da parte delle autorità Ue, ha rivelato la presenza diffusa di articoli non conformi sugli scaffali digitali di Temu. Elemento che pone seri interrogativi sulla capacità – o volontà – dell’azienda di prevenire la diffusione di merci pericolose o contraffatte all’interno del mercato unico europeo.
La valutazione dei rischi condotta da Temu nel 2024, sottolinea la Commissione, è stata giudicata troppo generica e le misure di mitigazione adottate sono risultate inefficaci. Una doppia carenza che, se confermata nelle prossime fasi dell’istruttoria, potrebbe portare a sanzioni molto pesanti, fino al 6% del fatturato annuo globale del colosso asiatico.
Il caso rappresenta uno dei primi test di applicazione del Digital Services Act, il regolamento entrato in vigore con l’obiettivo di responsabilizzare le grandi piattaforme digitali nella tutela dei consumatori e nella rimozione di contenuti e beni illegali.
Per Temu, l’inchiesta della Commissione rappresenta un chiaro segnale di allerta, in un momento di rapida espansione sul mercato europeo. Il rischio è non solo di incorrere in sanzioni milionarie, ma anche di compromettere la fiducia dei consumatori e la reputazione della piattaforma.
Bruxelles, dal canto suo, conferma la linea dura nei confronti dei grandi player dell’e-commerce: le regole esistono e vanno rispettate, soprattutto quando in gioco c’è la sicurezza dei cittadini europei.
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