La protesta degli autotrasportatori sta spingendo il tessuto produttivo del Mezzogiorno verso il punto di non ritorno. La vertenza del settore dei tir ha provocato una vera e propria paralisi delle attività economiche in Campania e Puglia, a causa della gravissima mancanza di approvvigionamenti di materie prime e merci. Una situazione emergenziale che ha spinto i rappresentanti delle categorie industriali a lanciare un appello congiunto accorato e perentorio verso tutte le parti in causa.
In una nota diffusa congiuntamente dall’Unione Industriali di Napoli, dalle rappresentanze imprenditoriali delle altre quattro province della Campania e da Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, la posizione delle aziende appare netta: servono risposte immediate prima che le conseguenze per il mercato, per i consumatori e per il sistema produttivo diventino del tutto insostenibili. La prolungata interruzione dei trasporti su gomma sta infatti già generando impatti pesantissimi, con il rischio concreto di compromettere non solo il fatturato e l’operatività delle fabbriche, ma anche l’erogazione dei servizi pubblici essenziali per i cittadini.
Gli industriali sottolineano come il perdurare del blocco stia colpendo al cuore l’economia dell’intero Mezzogiorno, in una fase congiunturale già complessa. Per evitare che il fermo si trasformi in un danno irreversibile, la richiesta rivolta alle istituzioni e agli autotrasportatori è univoca: è il momento che tutti gli interlocutori dimostrino massimo senso di responsabilità per far cessare immediatamente il blocco e riaprire un tavolo di confronto costruttivo.
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