La sanità in Campania diventa il terreno decisivo della prossima campagna elettorale regionale del 23 e 24 novembre 2025.
Le criticità del sistema sanitario, aggravate da anni di commissariamento e da una burocrazia percepita come inefficiente, tornano al centro del dibattito politico, segnando la linea di frattura tra chi denuncia un fallimento gestionale e chi propone un modello di rinnovamento basato su competenza e trasparenza.
Cirielli: “Sanità campana, un film dell’orrore che diventa realtà”
«Dov’è la nostra sanità? Potrebbe sembrare il titolo di un film dell’orrore, ma è la realtà quotidiana dei campani», dichiara Edmondo Cirielli, viceministro agli Esteri e candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania.
Il suo attacco è diretto e senza sfumature: «Abbiamo Pronto soccorso al collasso, il più alto tasso di mortalità durante il parto e oltre 210 milioni di euro spesi ogni anno per far curare i nostri pazienti in altre Regioni, pur avendo eccellenze sul territorio».
Cirielli punta il dito contro «liste d’attesa infinite, agende elettroniche bloccate e una mancanza di trasparenza nei dati», definendo la situazione «l’emblema del fallimento di chi ci ha governato finora».
Nel suo programma per i primi cento giorni di governo, il candidato promette di istituire un Garante regionale della Sanità, eletto con maggioranza qualificata dal Consiglio regionale, e una commissione di controllo per la trasparenza.
Obiettivo dichiarato: riportare efficienza, fiducia e merito all’interno del sistema sanitario pubblico.
«La politica deve uscire dagli ospedali e garantire a ogni cittadino le migliori cure possibili. In Campania abbiamo medici e chirurghi straordinari, ma servono organizzazione e meritocrazia, non clientele», conclude Cirielli, delineando la sanità come priorità assoluta della sua agenda di governo.
Marfella: “Ricominciare dalla prevenzione e dal diritto alla salute”
Sul fronte civico, la rete PER – Persone e Comunità annuncia la candidatura del “medico della Terra dei Fuochi”, Antonio Marfella, epidemiologo presso l’Istituto dei Tumori Pascale di Napoli.
Medico e attivista noto per le sue battaglie sulla salute ambientale, Marfella rappresenta un profilo tecnico e simbolico di rilievo per la lista.
«Ho visto perdere migliaia di anni di vita per la mancata prevenzione primaria nella mia amata Campania», afferma il candidato, ricordando i danni sanitari derivanti dal disastro ecologico della Terra dei Fuochi.
Nel suo intervento, sottolinea l’urgenza di una politica sanitaria capace di agire sulle cause e non solo sugli effetti: «Il costo delle cure oncologiche è cresciuto di oltre il 1000% negli ultimi vent’anni, mentre la sopravvivenza complessiva dei pazienti è migliorata appena del 15-20%. Non possiamo più permetterci di rincorrere le malattie: dobbiamo prevenirle».
Marfella spiega di aver accettato la candidatura «in spirito di servizio», su invito del giornalista Carlo Verna, con il quale condivide «formazione e fede cattolica».
E aggiunge: «Il primo partito oggi è quello dell’astensione, ma non votare è un insulto ai nostri padri che hanno conquistato il diritto di scegliere con il sangue. Io mi candido per offrire una voce libera e competente, mai svenduta al dio denaro».
Una sfida tra modelli e visioni
La campagna elettorale in Campania si gioca dunque su due piani complementari ma contrapposti: da un lato l’impostazione politico-istituzionale di Cirielli, che promette riforme strutturali e governance trasparente; dall’altro l’approccio tecnico-civico di Marfella, incentrato su prevenzione, ambiente e salute pubblica.
La sanità, ancora una volta, diventa specchio delle disuguaglianze territoriali e banco di prova per la credibilità delle proposte politiche.
Con i Pronto soccorso in affanno, le liste d’attesa record e il pendolarismo sanitario in aumento, la Campania resta una delle Regioni italiane dove il diritto alla salute è più fragile — ma anche uno dei territori con le potenzialità più forti per invertire la rotta.
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