La Legge di Bilancio 2026 entra nella fase decisiva. Dopo settimane di incontri e ipotesi, la manovra economica delineata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti prende forma: un pacchetto da 18 miliardi di euro, due in più rispetto alle previsioni iniziali, che punta a rafforzare salari e sanità, sostenere le imprese e offrire nuove misure per le famiglie, mantenendo però saldo l’obiettivo della sostenibilità dei conti pubblici.
Una parte consistente delle risorse — circa 4,5 miliardi — dovrebbe arrivare da banche e assicurazioni, anche se la trattativa con il comparto finanziario è ancora in corso. Le decisioni definitive sono attese nel Consiglio dei ministri di venerdì, quando sarà approvato il testo finale prima dell’invio a Bruxelles.
Taglio dell’Irpef e sostegno ai salari
Il cuore del bilancio resta il taglio della seconda aliquota Irpef, un intervento strutturale per alleggerire la pressione fiscale sui redditi medio-bassi. Il governo prevede una riduzione di due punti percentuali, ma resta da chiarire la fascia di reddito interessata: l’attuale soglia è 50mila euro, mentre Forza Italia spinge per estenderla fino a 60mila euro.
Parallelamente, Giorgetti ha annunciato al Forum Coldiretti un “incentivo forte al rinnovo dei contratti collettivi”. L’obiettivo è sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori, in un contesto economico segnato da inflazione persistente e da un rallentamento della crescita.
Per questo capitolo, la manovra destina 2 miliardi di euro, con l’impegno a tutelare i salari reali e favorire una contrattazione più dinamica. Una misura, spiega il ministro, “necessaria per dare fiducia a famiglie e imprese e assicurare stabilità economica in un contesto di forte incertezza”.
Sanità e famiglie: nuovi fondi e revisione dell’Isee
Sul fronte del welfare, il governo stanzia 2,4 miliardi di euro per la sanità, destinati in gran parte a ridurre le liste d’attesa e potenziare l’assistenza territoriale.
Per le famiglie, invece, sono previsti 3,5 miliardi in tre anni, con interventi che vanno dal potenziamento dell’assegno unico alla revisione dell’Isee, che dovrebbe escludere il valore della prima casa dal calcolo, per rendere più equo l’accesso ai benefici sociali.
Un segnale politico chiaro, che punta a riequilibrare il sostegno alle fasce medie, spesso rimaste penalizzate dai criteri attuali.
Superammortamento e incentivi alle imprese
Per il tessuto produttivo, la manovra prevede 4 miliardi in tre anni, rilanciando il superammortamento — misura simbolo di “Industria 4.0” — e confermando credito d’imposta per le ZES (Zone Economiche Speciali) e la Nuova Sabatini per gli investimenti delle PMI.
Una scelta accolta con favore anche da Carlo Calenda, leader di Azione, che commenta: “Finalmente si ripristina Industria 4.0 così com’era”.
Prevista inoltre la proroga dei bonus edilizi, anche se in forma selettiva, per evitare distorsioni e salvaguardare la tenuta dei conti pubblici.
Banche e assicurazioni: il contributo più discusso
La voce più delicata resta quella relativa al contributo del settore finanziario.
L’ipotesi di una nuova tassa sugli extraprofitti è stata archiviata, ma il governo punta a ottenere 4,5 miliardi attraverso contributi straordinari pluriennali da parte di banche e assicurazioni.
L’Abi, riunita ieri in comitato esecutivo, ha espresso ok all’unanimità a proseguire nel solco dell’intesa del 2024, con contributi volontari collegati alle Dta (Deferred Tax Assets), ma ha respinto qualsiasi nuova tassazione straordinaria. La posizione, tuttavia, ha fatto segnare una flessione dei titoli bancari in Borsa, segno che la trattativa resta complessa.
Pensioni e pace fiscale, gli ultimi nodi del bilancio
Due capitoli rimangono ancora aperti: pensioni e pace fiscale.
Sul primo fronte, il ministero dell’Economia conferma che la manovra conterrà misure legate alla revisione dell’età pensionabile e alla speranza di vita, ma senza interventi radicali.
Per quanto riguarda la pacificazione fiscale, la misura sarà light: includerà i contribuenti che hanno dichiarato i redditi nel 2023, ma escluderà chi non ha mai presentato la dichiarazione. Previsto un acconto iniziale e una rateizzazione agevolata.
Un’operazione definita da Giorgetti come “un atto di responsabilità e realismo, non di condono”.
Bilancio. Plastic tax e sugar tax rinviate al 2026
Tra i capitoli minori ma politicamente rilevanti, arriva anche la sospensione della plastic tax e della sugar tax fino al 2026, una misura fortemente voluta da Forza Italia, che la definisce “una battaglia vinta a difesa delle imprese”.
Verso il Cdm di venerdì: equilibrio tra crescita e rigore
La partita politica ora si gioca tutta nei prossimi giorni. Il Consiglio dei ministri di venerdì sarà decisivo per chiudere i dettagli tecnici e definire il documento da inviare a Bruxelles.
Giorgetti lo riassume così: “Dobbiamo sostenere il potere d’acquisto senza compromettere la stabilità finanziaria del Paese. È un equilibrio complesso, ma necessario”.
Con 18 miliardi in campo, la manovra 2026 si presenta come un compromesso tra crescita e prudenza, mirando a rassicurare i mercati e rispondere, almeno in parte, alle attese di cittadini e imprese.
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