SCIOPERO benzinai benzina accise

È diventato operativo sul territorio il meccanismo di contenimento dei prezzi dei carburanti annunciato dai grandi operatori della distribuzione. Nella mattinata di lunedì 28 settembre le rilevazioni effettuate nella capitale hanno confermato l’applicazione del price cap sulla rete Eni ed Enilive, con la fissazione dei tetti massimi in modalità self-service a 1,990 euro al litro per la benzina e 2,190 euro al litro per il gasolio, senza che si siano registrati rallentamenti o code presso i punti vendita rilevati lungo le principali arterie di collegamento urbano.

L’iniziativa del gruppo di San Donato Milanese ha trovato l’adesione anche di altri player del settore. L’azienda energetica statale dell’Azerbaigian Socar, presente sul mercato italiano attraverso la controllata Italiana Petroli (IP), ha comunicato l’intenzione di allinearsi con un’analoga misura di calmieramento. Tuttavia, nelle prime ore della giornata, i prezzi praticati negli impianti della rete IP risultavano ancora su livelli superiori, con il gasolio self compreso tra 2,378 e 2,506 euro al litro e la benzina attestata tra 2,168 e 2,239 euro al litro, in attesa del recepimento operativo delle nuove direttive aziendali.

Sull’andamento generale dei listini sono giunti i dati aggiornati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) tramite l’Osservatorio prezzi. Il quadro nazionale mostra un primissimo segnale di raffreddamento: la media stradale in modalità self-service è scesa a 2,152 euro al litro per la benzina (da 2,159 euro) e a 2,369 euro al litro per il diesel (da 2,377 euro). Sulla rete autostradale i valori medi si sono attestati a 2,214 euro al litro per la benzina e 2,420 euro al litro per il gasolio, evidenziando una lieve flessione congiunturale in attesa del completo dispiegamento dei tetti di prezzo annunciati dalle compagnie.


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