La Corte dei Conti, nel corso dell’audizione sul Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpfp), lancia un messaggio di realismo e prudenza al Governo.
Secondo i magistrati contabili, “la buona tenuta della finanza pubblica lascia spazi molto stretti per politiche espansive”, limitando dunque le possibilità di interventi di ampia portata sul fronte della crescita economica.
Nonostante i risultati complessivamente positivi dei conti, la Corte osserva che il margine disponibile consente soltanto azioni mirate, finalizzate — nelle intenzioni dell’Esecutivo — a sostenere la domanda interna e i redditi del ceto medio, attraverso riduzioni del prelievo fiscale, incentivi agli investimenti e interventi di tutela sulla spesa sanitaria.
“Priorità alla crescita, ma con scelte selettive”
Nel documento, i giudici contabili sottolineano come sia necessario trovare un equilibrio tra rigore e sviluppo, ribadendo che:
“Si conferma l’esigenza, da un lato, di mantenere il controllo sui conti pubblici, e, dall’altro, di garantire una più attenta selezione degli interventi da avviare.”
La priorità, dunque, deve essere assegnata alle misure in grado di stimolare la crescita economica strutturale, preservando al tempo stesso la stabilità della finanza pubblica.
Il contesto macroeconomico
L’audizione della Corte arriva in una fase in cui il Governo sta definendo le linee guida della prossima legge di bilancio, in un quadro di rallentamento congiunturale e di pressione sui conti pubblici legata alla necessità di finanziare misure sociali e sanitarie, oltre che alle scadenze del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il richiamo della Corte si inserisce nel dibattito sullo spazio fiscale effettivamente disponibile: con un debito pubblico superiore al 137% del PIL, ogni margine di manovra risulta ridotto, soprattutto in vista del nuovo Patto di Stabilità europeo, che impone vincoli più stringenti in termini di rientro del deficit.
Focus su efficienza e sostenibilità
Secondo i magistrati, la strategia del Governo dovrà concentrarsi non solo sull’entità delle risorse, ma sulla qualità della spesa pubblica, selezionando con attenzione gli interventi che possano avere effetti moltiplicativi sull’economia.
In particolare, la Corte invita a preservare l’efficienza del sistema sanitario, la sostenibilità del welfare e la razionalità degli incentivi alle imprese, evitando la dispersione delle risorse in misure di breve respiro.
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