Calo di fiducia consumatori e imprese

I dati congiunturali diffusi dall’Istat per i mesi di settembre e ottobre 2026 delineano un quadro macroeconomico caratterizzato da una marcata polarizzazione tra il sentiment delle famiglie e il comportamento del sistema produttivo. Nel mese di ottobre, l’indice del clima di fiducia dei consumatori subisce un netto calo, scendendo a 90,3 rispetto al 91,2 di settembre. Si tratta del valore più basso registrato dall’inizio delle nuove serie storiche nel settembre 2023, condizionato principalmente dal crollo della percezione sul quadro economico generale (passato da 88,0 a 82,9). A salvare parzialmente il quadro per le famiglie è la lieve tenuta della componente personale (da 92,4 a 93,0) e la stabilità delle aspettative future.

Di segno opposto appare il sentiment del mondo produttivo: l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese registra un incremento, salendo da 95,9 a 96,6. A trainare la ripresa sono il comparto dei servizi di mercato (da 97,1 a 99,6) e l’edilizia nelle costruzioni (da 97,5 a 97,8), mentre la manifattura rimane ferma a quota 91,9 e il commercio al dettaglio evidenzia un ridimensionamento passando da 104,3 a 100,7.

Sul fronte del lavoro e del commercio estero, le rilevazioni consolidate di settembre mostrano la tenuta dei fondamentali:

Stabilità dell’occupazione: Gli occupati in Italia si attestano a 24 milioni 328 mila unità, registrando una lieve flessione congiunturale di 7 mila lavoratori su agosto ma confermando un saldo annuo ampiamente positivo (+198 mila unità). Il tasso di occupazione rimane fermo al 63,0%, con la disoccupazione generale stabile al 6,3% e quella giovanile in contrazione sotto la soglia del 20% (19,9%). I disoccupati totali salgono a 1,62 milioni (+4 mila su mese).

Interscambio Extra-UE: Il commercio estero con i Paesi extra-UE27 segna a settembre una flessione congiunturale delle esportazioni del -1,3% e una crescita delle importazioni del +1,4%, guidata dall’incremento degli acquisti energetici (+10,9%). Su base annua l’export mantiene un passo espansivo (+5,4%), mentre l’import cresce del +6,3%, impattato dal forte rincaro e volume della fattura energetica (+68,9% tendenziale).