Terremoto politico e finanziario nel cuore delle istituzioni europee. La Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha annunciato le proprie dimissioni anticipate dall’incarico, con decorrenza dal 7 febbraio 2027. A motivare la scelta, resa nota al termine della conferenza stampa a Francoforte, è la volontà esplicita di superare il vincolo di neutralità istituzionale imposto dal ruolo per intervenire direttamente nel dibattito politico internazionale, con un riferimento prioritario al complesso scenario politico della Francia in vista delle elezioni presidenziali di primavera.
“Non posso rimanere neutrale di fronte a rappresentazioni distorte della realtà”, ha dichiarato la numero uno dell’Eurotorre, rivendicando il valore dell’esperienza maturata in oltre vent’anni ai vertici delle istituzioni finanziarie ufficali, tra FMI e Bce. L’annuncio formale è stato anticipato dal Presidente del Consiglio europeo, António Costa, il quale ha confermato di aver ricevuto la notifica della decisione. Durante la successiva riunione del Consiglio direttivo della BCE, i governatori delle banche centrali nazionali hanno tributato a Lagarde una lunga standing ovation per i sette anni alla guida dell’istituto.
L’uscita di scena anticipata della Presidente attiva formalmente la procedura per la successione al vertice della finanza continentale. In conformità con l’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), spetterà al Consiglio europeo designare il nuovo Presidente della BCE, previo intesa sui nomi da sottoporre alle consultazioni del Parlamento europeo e dello stesso Consiglio direttivo. L’addio di Lagarde apre ora una complessa partita diplomatica tra i Paesi membri per le quote di rappresentanza negli equilibri di governance dell’Unione.
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