Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato Gianmarco Mazzi nuovo Ministro del Turismo, firmando il decreto proposto dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Con l’ingresso di Mazzi nell’esecutivo, la premier cessa dall’incarico ad interim che aveva assunto dopo l’uscita del precedente titolare del dicastero.
La cerimonia si è svolta al Quirinale, dove il neo ministro ha prestato giuramento nelle mani del Capo dello Stato. A fare da testimoni, come da prassi, erano presenti il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti e il Consigliere Militare del Presidente, Generale Gianni Candotti. Alla cerimonia hanno partecipato anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Sottosegretario Alfredo Mantovano.
Mazzi, già Sottosegretario alla Cultura, assume ora la guida di un dicastero strategico per il Paese. Il turismo, infatti, rappresenta una delle colonne portanti dell’economia nazionale, con un impatto diretto su occupazione, investimenti e immagine internazionale dell’Italia. Non a caso, nel suo primo commento dopo il giuramento, il nuovo ministro ha sottolineato la centralità del settore: “Il turismo è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità che richiede cura attenta perché rappresenta un pilastro dell’economia italiana. Sono onorato di questo incarico e ringrazio il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio per la fiducia accordatami”.
La nomina di Mazzi arriva in un momento in cui il governo punta a rafforzare la competitività del comparto turistico, sostenendo la modernizzazione delle strutture, la valorizzazione del patrimonio culturale e la promozione internazionale del Paese. Il nuovo ministro eredita un’agenda complessa, che comprende la gestione dei flussi turistici, la digitalizzazione dei servizi e il coordinamento con le regioni, attori fondamentali nella governance del settore.
Con l’ingresso di Mazzi, l’esecutivo completa un tassello importante della propria squadra, mentre il turismo si conferma uno dei dossier più rilevanti per la crescita economica e l’immagine dell’Italia nel mondo.











