Cristian Camisa Confapi

L’asse industriale tra Italia e Germania torna a imporsi come uno dei cardini strategici per il futuro economico dell’Europa. In una fase segnata da rallentamento della crescita, tensioni geopolitiche e competizione globale sulle tecnologie avanzate, la manifattura europea è chiamata a una scelta cruciale. “Oggi l’Europa, e in particolare Italia e Germania, sono davanti a una scelta netta: essere protagonisti della catena del valore globale oppure ridursi a un semplice mercato di consumo”, ha affermato il presidente di Confapi, Cristian Camisa, intervenendo al Forum imprenditoriale Italia-Germania di Roma.

Una scelta che, secondo Camisa, non ammette ambiguità. “Noi non abbiamo alcun dubbio: scegliamo la prima opzione”, ha spiegato, sottolineando come il modello industriale europeo abbia ormai raggiunto “un punto di stallo”. Da qui la necessità di “un cambio di marcia”, fondato su integrazione tecnologica, revisione delle catene del valore e investimento strutturale sui giovani”, per evitare un progressivo indebolimento della capacità produttiva del continente.

Al centro dell’analisi emerge il tema della carenza di competenze tecniche, una criticità che incide in modo diretto sulla competitività delle piccole e medie imprese, spina dorsale del sistema manifatturiero europeo. Per rispondere a questa sfida, Camisa propone “una rivoluzione culturale” che passa anche dal ripensamento degli strumenti di formazione e mobilità. “Serve un Erasmus rivisto sulla parte industriale tra Italia e Germania”, ha dichiarato, precisando che non si tratterebbe di uno scambio formale.

“Non uno scambio simbolico, ma un’infrastruttura permanente”, capace di mettere in relazione sistemi formativi e produttivi dei due Paesi. Un modello concreto, in cui “un tecnico meccatronico formato in un Its italiano possa lavorare sei mesi in Baviera e tornare in Veneto con nuovi standard e metodi, e viceversa”. Un processo che, nelle parole di Camisa, “non è fuga di cervelli, è brain circulation”, ovvero circolazione virtuosa delle competenze all’interno dell’Europa.

La proposta si inserisce in una visione più ampia di rafforzamento della sovranità industriale europea, che passa anche da una cooperazione strutturata tra le Pmi italiane e tedesche. “Confapi è pronta a costruire con i partner tedeschi un’infrastruttura stabile di cooperazione industriale e advocacy europea”, ha ribadito Camisa, evidenziando come senza una base produttiva solida “l’Europa perde innovazione, salari, coesione sociale e capacità geopolitica”.

In questo scenario, il rilancio dell’asse industriale italo-tedesco diventa una priorità strategica. “Rafforzare la partnership tra le Pmi industriali italiane e tedesche non è uno slogan, è una tabella di marcia”, ha concluso il presidente di Confapi, lanciando un messaggio chiaro alle istituzioni europee e nazionali. “Ed è il momento di agire”.


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