Lagarde BCE

La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ribadisce la fiducia nel ritorno dell’inflazione verso il 2%, nonostante le pressioni generate dallo shock energetico legato alla guerra in Medio Oriente. Intervenendo alla conferenza Econ, Lagarde ha spiegato che le aspettative di inflazione a breve termine “sono aumentate ben al di sopra dei livelli precedenti”, ma che i segnali di fondo restano coerenti con una progressiva stabilizzazione.

Secondo la presidente, “la maggior parte degli indicatori delle aspettative di inflazione a lungo termine si attesta intorno al 2%”, un livello che conferma l’ancoraggio degli obiettivi di medio periodo e sostiene la prospettiva di un ritorno graduale verso il target. “Siamo pertanto fiduciosi — ha affermato — che con un’adeguata politica monetaria l’inflazione tornerà all’obiettivo”.

Lagarde ha definito lo shock energetico “troppo ampio per poter essere ignorato” senza compromettere la stabilità dei prezzi, ma ha sottolineato che al momento non vi sono evidenze di disancoraggio delle aspettative né di effetti di secondo ordine tali da richiedere una risposta più aggressiva da parte della Bce. Una posizione che conferma l’approccio prudente e graduale dell’istituto di Francoforte.

Sul fronte macroeconomico, la presidente ha evidenziato che la guerra sta pesando sull’attività economica, con segnali di rallentamento nei servizi, mentre il settore manifatturiero “ha retto finora”, sostenuto dall’accumulo di scorte e dall’aumento della spesa per la difesa.

Guardando al futuro, le proiezioni dello staff dell’Eurosistema pubblicate a giugno indicano una crescita del Pil reale dello 0,8% nel 2026, dell’1,2% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028, delineando un percorso di ripresa moderata ma progressiva.

Le parole di Lagarde confermano dunque una linea di continuità nella strategia della Bce: monitoraggio attento, prudenza nelle decisioni e fiducia nella capacità degli strumenti di politica monetaria di riportare l’inflazione verso il target senza compromettere la fragile ripresa europea.


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