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A poche settimane dalla Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), in programma a Brema il 26 e 27 novembre, l’Italia si prepara a consolidare il proprio ruolo di protagonista nella definizione della strategia spaziale europea.
In un videocollegamento tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Direttore Generale dell’ESA, Josef Aschbacher, alla presenza del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, è emersa una chiara volontà politica: rafforzare la leadership italiana nel settore spaziale attraverso una visione condivisa con i partner europei.

L’Italia è pronta a svolgere un ruolo di primo piano nella definizione della visione strategica europea per lo Spazio”, ha affermato Urso, sottolineando la necessità di “massima sinergia con ESA e Commissione europea” per affrontare la transizione tecnologica e industriale in corso.


Budget ESA e filiera industriale: il peso dell’impegno italiano

Tra i temi centrali del colloquio, la definizione del budget dell’ESA per il prossimo triennio e la ripartizione delle risorse tra programmi obbligatori e opzionali.
Urso ha annunciato che il Comitato interministeriale per le politiche spaziali e aerospaziali definirà nei prossimi giorni l’ammontare dell’impegno finanziario italiano, tenendo conto delle esigenze della filiera industriale nazionale, che include realtà di eccellenza come Leonardo, Thales Alenia Space e Avio.

Un equilibrio delicato, che mira a rafforzare la competitività del settore spaziale europeo senza penalizzare le industrie nazionali. “Il nostro obiettivo è garantire che l’Italia resti al centro delle principali missioni europee, consolidando il legame tra industria, ricerca e strategia istituzionale”, ha dichiarato il Ministro.


Lanciatori e costellazioni satellitari: autonomia strategica al centro

Sul fronte dei lanciatori, Urso ha ribadito la necessità di rispettare gli impegni assunti nella Ministeriale ESA di Siviglia del 2023, sostenendo il rafforzamento dei vettori Ariane 6 e VEGA-C, quest’ultimo prodotto in Italia da Avio.
L’obiettivo: incrementare la frequenza dei lanci e garantire una maggiore autonomia operativa dell’Europa nel settore spaziale, oggi dominato dai colossi statunitensi e privati.

Il Ministro ha inoltre rilanciato l’importanza di sviluppare una costellazione europea in orbita bassa (LEO), tecnologicamente avanzata e capace di garantire indipendenza e competitività nel mercato globale dei servizi satellitari, un terreno sempre più strategico per sicurezza, telecomunicazioni e osservazione della Terra.


Osservazione della Terra e resilienza europea

Urso ha infine ringraziato il DG Aschbacher per la conferma degli impegni sui programmi di osservazione della Terra cogestiti con l’Unione Europea, sottolineando la necessità di rafforzare la capacità del settore per la resilienza europea, in particolare in ambiti come il monitoraggio ambientale, climatico e delle infrastrutture critiche.
Serve una più chiara definizione del perimetro tecnico e finanziario dei programmi”, ha aggiunto il Ministro, “per rendere l’Europa davvero autonoma e competitiva anche sul piano strategico e tecnologico”.


Diplomazia spaziale e prossimi passi

L’incontro si inserisce in un intenso calendario di interlocuzioni internazionali che ha visto Urso confrontarsi anche con il Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio Andrius Kubilius, nonché con i ministri di Francia, Germania e Regno Unito.
Il dialogo costante tra Roma e Parigi, in particolare, rimane essenziale per il futuro equilibrio industriale europeo nel settore aerospaziale.

Urso e Aschbacher si incontreranno nuovamente nei prossimi giorni per definire le linee comuni in vista del vertice di Brema, dove si decideranno le priorità programmatiche e finanziarie dell’ESA per i prossimi anni.


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