L’Unione europea non cede alle pressioni di Washington e infligge una sanzione record a Google. La Commissione europea ha infatti annunciato una multa da 2,95 miliardi di euro al colosso di Mountain View per violazione delle regole antitrust, accusandolo di aver favorito i propri servizi tecnologici di pubblicità display online a scapito dei concorrenti, degli inserzionisti e degli editori.
Si tratta di una decisione maturata dopo un’indagine durata quattro anni, che ha evidenziato pratiche di auto-preferenza e conflitti di interesse lungo la catena di fornitura dell’adtech. Bruxelles ha ordinato a Google di interrompere immediatamente tali comportamenti e di proporre entro 60 giorni misure correttive. “Se non ci riuscirà, non esiteremo a imporre misure drastiche”, ha avvertito la vicepresidente della Commissione, Teresa Ribera.
Mountain View ha reagito con fermezza, definendo il provvedimento “una decisione errata e ingiustificata”. La vicepresidente e responsabile globale degli Affari Regolamentari, Lee-Anne Mulholland, ha annunciato che l’azienda presenterà ricorso, denunciando un’applicazione sproporzionata delle norme europee nei confronti delle big tech americane.
La multa è stata oggetto di scontri interni alla Commissione europea. Il vicepresidente per il Commercio Maroš Šefčovič si era opposto alla decisione, proponendo di sospendere l’annuncio per non compromettere i delicati rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Da oltreoceano era arrivato anche un pressing diretto, con il Dipartimento di Giustizia Usa che aveva chiesto di rinviare la decisione.
La tensione si inserisce in un contesto già fragile. Nei giorni scorsi, Donald Trump aveva minacciato nuovi dazi contro i Paesi che approvano leggi considerate penalizzanti per le aziende tecnologiche statunitensi, accusando Bruxelles di costruire barriere non tariffarie contro le big tech. L’industria digitale americana ha rafforzato il proprio legame con l’amministrazione Trump, come dimostrato dall’incontro celebrativo alla Casa Bianca con i CEO delle principali società del settore.
Nonostante il clima di forte pressione, Bruxelles ha scelto di procedere con la sanzione, confermando la volontà di difendere le regole europee sui mercati digitali e la centralità del Digital Markets Act. Una scelta che rischia di riaccendere lo scontro commerciale tra le due sponde dell’Atlantico, con ripercussioni sui negoziati tariffari appena avviati.
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