Un messaggio di fermezza verso le istituzioni europee e di forte alleanza con il sistema produttivo nazionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’Assemblea Generale di Assolombarda, rivendica la tenuta dell’economia italiana e fissa le priorità dell’esecutivo in vista del prossimo Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre: flessibilità sui vincoli di bilancio per fronteggiare l’inflazione d’importazione, interventi strutturali contro il caro energia e stop ai tagli su coesione e agricoltura.
Nel tracciare il bilancio macroeconomico, la premier sottolinea come i dati dei primi sei mesi del 2026 indichino per l’Italia una crescita stimata dell’1%, in linea con le principali economie del Continente e al di sopra delle previsioni iniziali dei centri di analisi internazionali.
La lettera a Costa con Germania e Belgio: meno burocrazia e corsia preferenziale per gli investimenti
A margine dell’assise milanese, trova conferma l’iniziativa diplomatica congiunta promossa da Roma insieme a Berlino e Bruxelles. Giorgia Meloni ha inviato, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al primo ministro belga Bart De Wever, una lettera indirizzata al presidente del Consiglio europeo António Costa. La missiva invita i Paesi membri ad accelerare su tre direttrici strategiche, a partire dall’attivazione di una corsia preferenziale per i progetti ad alto impatto nei settori dell’energia e della transizione digitale. Contestualmente, i tre leader chiedono un freno deciso all’introduzione di nuovi oneri burocratici per le aziende dell’Unione e una drastica riduzione generalizzata degli obblighi di reporting normativo europeo, concepita su misura per alleggerire l’operatività delle piccole e medie imprese.
Energia, flessibilità di bilancio e svolta sul nucleare
Sul fronte energetico, la premier ha ricordato gli oltre 60 miliardi di euro stanziati nell’ultimo biennio a protezione di famiglie e imprese, ribadendo tuttavia la necessità di superare definitivamente la logica emergenziale.
«L’Italia non siede in Europa per dire sempre di sì. L’Italia è uno dei Paesi che l’Europa l’ha fondata e ha il diritto e il dovere di dire quando le cose non vanno. L’Europa deve prendere atto che le crisi geopolitiche e l’instabilità del Mar Rosso alimentano un’inflazione che pesa sui sistemi produttivi e sui conti pubblici: la spesa obbligata dall’inflazione sottrae risorse agli investimenti e alla crescita. Porterò personalmente la questione della flessibilità al Consiglio europeo.» ha affermato Giorgia Meloni.
Oltre al confronto in fase avanzata con la Commissione europea per calmierare il prezzo del gas impiegato nella produzione di energia elettrica, il governo conferma la tabella di marcia sulla sovranità energetica. L’esecutivo punta infatti al rilancio della produzione nazionale di idrocarburi e pone le basi per attivare la prima produzione da nuovo nucleare entro il prossimo decennio.
Manovra: incentivi sul cloud, semplificazione 5.0 e Piano Mattei
Per sostenere la competitività industriale, il governo integrerà i provvedimenti di politica industriale con nuove misure fiscali e di semplificazione. In collaborazione con il Ministero dell’Economia, verrà inserita nella prossima Legge di bilancio un’agevolazione fiscale per promuovere gli investimenti aziendali in software gestiti tramite contratti cloud. In parallelo, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy si appresta a pubblicare una nuova circolare operativa volta a snellire le procedure di accesso ai crediti d’imposta del Piano Transizione 5.0. Infine, trova conferma la centralità del Piano Mattei per posizionare le imprese italiane nei mercati ad alta crescita del continente africano, evitando di cedere spazio ai competitor globali.
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