Trattori ministro Lollobrigida

ROMA – L’inasprimento della protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante provoca una dura spaccatura tra le istituzioni e le categorie produttive del Paese. Con i presidi e i rallentamenti ai caselli autostradali di Campania, Basilicata e Calabria che rischiano di compromettere le forniture di beni di prima necessità, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, è intervenuto con un messaggio fermo condannando l’interruzione della circolazione stradale.

La presa di posizione del ministro, affidata ai propri canali ufficiali, ha tuttavia scatenato una vera e propria bufera mediatica, raccogliendo migliaia di commenti di protesta da parte di camionisti e cittadini ed ergendosi a caso politico della giornata.

La condanna del Ministro: “Manifestare è un diritto, ma bloccare la merce è reato”

Nel suo intervento, Lollobrigida ha voluto tracciare una netta linea di demarcazione tra la legittima espressione del dissenso e i comportamenti che violano le leggi sulla viabilità pubblica e sulla continuità degli approvvigionamenti alimentare e industriale.

“Manifestare è lecito e degno di rispetto, ma bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato. Rispetto le istanze di tutti, ma considero grave e intollerabile che milioni di italiani rischino, a causa di blocchi stradali, di vedere negozi privi di merce o con prezzi molto più alti che aggravano la condizione di molte famiglie. Invito a garantire la circolazione e gli approvvigionamenti. Arrecare danno ad altri per tutelare le proprie posizioni non è giusto. Molti prodotti presenti sui camion, fermati contro la volontà di chi li conduce, saranno inutilizzabili, arrecando un danno economico alle imprese, ai lavoratori del settore e ai cittadini tutti. Non c’è mai alcuna giustificazione nel violare le leggi e nel danneggiare altri cittadini”, è il posta apparso sul profilo Facebook di Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

La rivolta della rete: “Il problema vero è il gasolio a 2,70 euro”

La reazione del popolo dei social non si è fatta attendere, investendo il post del ministro con un numero imponente di interazioni a prevalenza critica. Gli utenti e i lavoratori del settore logistico hanno rimproverato al titolare del Masaf di essersi concentrato unicamente sulle conseguenze dei blocchi, ignorando l’insostenibilità economica dei costi d’esercizio per le imprese di trasporto.

Sotto il post di Lollobrigida si sono moltiplicate le testimonianze dirette sui listini dei carburanti, con le tariffe del gasolio arrivate in diverse stazioni fino a 2,70 euro al litro. Molti commentatori hanno difeso le modalità estreme della mobilitazione, sostenendo che “senza creare disagio, uno sciopero non ottiene l’attenzione del Governo” e sollecitando l’esecutivo ad aprire un tavolo d’emergenza anziché limitarsi ai richiami di ordine pubblico.

Tra le voci favorevoli alla protesta si sono tuttavia registrati anche inviti alla cautela, con proposte di garantire “corridoi verdi” e passaggi prioritari almeno per i prodotti farmaceutici e le merci di prima necessità destinate alle strutture sanitarie.


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