È scattata all’alba la mobilitazione dei lavoratori delle aziende dell’appalto e dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto, in un clima di crescente tensione per il futuro occupazionale del sito siderurgico. Dopo un’assemblea convocata davanti alla Portineria Imprese, Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato 24 ore di sciopero, dalle 9 di questa mattina alle 7 di domani. La protesta è immediatamente sfociata nell’occupazione della strada provinciale per Statte, mentre i sindacati hanno annunciato anche un blocco della viabilità sulla statale in direzione Bari.
La mobilitazione nasce dall’allarme per le procedure di licenziamento collettivo avviate da 28 aziende dell’indotto, che coinvolgono oltre 2.500 lavoratori. “Non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti i lavoratori”, dichiarano le sigle sindacali nella comunicazione dello sciopero.
A guidare la protesta è la richiesta di ammortizzatori sociali straordinari ad hoc per le aziende che hanno già annunciato licenziamenti. “Intimiamo a tutte le aziende che lo hanno fatto di ritirarli immediatamente”, afferma Pietro Cantoro, segretario Appalto Indotto Fim Cisl Taranto-Brindisi. “Il governo ci dia un programma e un piano industriale di ripresa dell’attività, perché la gente ha bisogno di lavoro”.
Cantoro sottolinea che la riconversione industriale deve essere affrontata “con urgenza” e deve essere “compatibile e green”. “Le persone non possono essere abbandonate al loro destino: hanno bisogno di garanzie e di futuro”, aggiunge.
La protesta dell’indotto arriva in un momento delicatissimo per l’ex Ilva: la Corte d’Appello di Milano ha confermato lo stop dell’area a caldo entro il 28 ottobre, ribadendo la prevalenza del diritto alla salute rispetto all’attività d’impresa. Una decisione che ha aggravato le incertezze sul futuro dello stabilimento e delle sue filiere produttive.
In questo contesto, i sindacati chiedono al governo interventi straordinari, un piano industriale chiaro e strumenti di tutela immediata per evitare il collasso dell’indotto. La vertenza resta aperta e nelle prossime ore sono attesi nuovi sviluppi, mentre la mobilitazione prosegue con presidi e blocchi stradali.
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