Bitcoin Criptovalute

Il mercato delle criptovalute apre la settimana in territorio negativo, riflettendo un clima di crescente instabilità finanziaria alimentato dalle nuove prese di posizione di Donald Trump sul fronte dei dazi commerciali. Le minacce rivolte all’Unione europea hanno riacceso i timori di una nuova stagione di tensioni economiche globali, spingendo gli investitori verso asset considerati più difensivi e penalizzando i comparti a maggiore volatilità.

In questo contesto, il Bitcoin registra una flessione del 2,2%, scendendo a 90.924 dollari. Un movimento che, pur non intaccando il trend di medio periodo, segnala come la principale criptovaluta resti fortemente sensibile alle dinamiche macroeconomiche e politiche, soprattutto quando l’incertezza si traduce in una riduzione della propensione al rischio.

Il calo non riguarda solo Bitcoin. L’intero ecosistema crypto appare sotto pressione: Ethereum perde il 3,7%, mentre Dogecoin e Cardano arretrano di circa il 3%. Più contenuta, ma comunque significativa, la flessione di Binance Coin (-1,2%), a conferma di una correzione diffusa che coinvolge sia i token più speculativi sia quelli con maggiore capitalizzazione.

Dal punto di vista economico, il ribasso riflette una dinamica ormai ricorrente: le criptovalute continuano a comportarsi come asset “risk-on”, reagendo negativamente ogni volta che il quadro geopolitico si complica. Le dichiarazioni di Trump, con il possibile ritorno a politiche commerciali aggressive, riaprono infatti lo scenario di una frammentazione degli scambi globali, con effetti potenzialmente rilevanti su inflazione, tassi di interesse e flussi di capitale.

Per gli investitori istituzionali, sempre più presenti nel mercato crypto, la fase attuale rappresenta un banco di prova. Da un lato, Bitcoin viene spesso raccontato come una riserva di valore alternativa; dall’altro, episodi come questo mostrano come la criptovaluta resti ancora legata agli umori dei mercati finanziari tradizionali e alle decisioni politiche delle grandi potenze.

Nel breve periodo, l’attenzione resta puntata sull’evoluzione delle relazioni tra Stati Uniti ed Europa e sulle reazioni delle banche centrali. In assenza di segnali distensivi, la volatilità potrebbe restare elevata, mantenendo il settore delle criptovalute in una fase di correzione prudenziale, più che di vero e proprio cambio di trend.


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