Il percorso di risanamento del Gruppo Giochi Preziosi entra in una fase decisiva. Nel corso di un incontro al Mimit, a Palazzo Piacentini, alla presenza dei vertici aziendali, delle parti sociali e delle associazioni datoriali, è stata annunciata la firma di un investment agreement tra la società e l’investitore internazionale Superhisen, che potrebbe entrare nell’azionariato una volta ottenuta l’approvazione del Tribunale di Milano. Un passaggio cruciale per una realtà che, con la procedura di concordato preventivo in corso, punta a garantire la continuità operativa e la tutela di centinaia di lavoratori.

Secondo quanto comunicato dall’azienda, l’accordo rappresenta un primo pilastro del piano di rilancio, ma non l’unico: è infatti in corso una ulteriore ricerca di investitori per assicurare le risorse necessarie al piano industriale 2027‑2031, che dovrà ridisegnare la struttura del gruppo e rilanciarne la competitività nel mercato dei giocattoli.

La vertenza riguarda due aree distinte. Il settore wholesale, che impiega tra gli 800 e i 900 lavoratori, trova una prima stabilizzazione proprio grazie all’accordo con Superhisen, che apre la strada a una prospettiva di continuità produttiva. Più complessa la situazione del settore retail, che coinvolge tra i 100 e i 150 dipendenti, attualmente in cassa integrazione: per loro sarà necessario un confronto approfondito, con l’obiettivo di garantire la massima tutela occupazionale possibile.

Il Mimit ha preso atto dell’intesa e attende ora la presentazione del piano di ristrutturazione, prevista per il 6 agosto, dopo la proroga di 60 giorni concessa dal Tribunale per completare la documentazione. Una volta depositato il piano, il Tribunale dovrà esprimersi sulla sua ammissibilità, passaggio che determinerà la roadmap del risanamento. Il Ministero ha già annunciato una nuova riunione del tavolo in autunno, dopo la decisione del Tribunale, coinvolgendo anche le Regioni in cui sono presenti punti vendita Giochi Preziosi, per avviare politiche attive e strumenti di supporto ai lavoratori.

La storica azienda di giocattoli, fondata nel 1978 e protagonista di decenni di mercato, tenta così un rilancio complesso ma possibile, sostenuto da nuovi capitali e da una strategia industriale che punta a salvaguardare il patrimonio occupazionale e produttivo. La firma dell’accordo con Superhisen è un segnale importante: un passo che potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase per un marchio che ha accompagnato generazioni di famiglie italiane.


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