L’ondata di falsi allarmi bomba che ha colpito i cieli europei ha avuto il suo picco ieri, giovedì 5 novembre. Quella mattina è stata registrata una nuova ondata di minacce: aerei di linea deviati, caccia militari di più Paesi in azione, paura e soprattutto disagi per i passeggeri. Il bilancio finale non è univoco. Il conteggio di giovedì sera parla di oltre 20 casi in aeroporti di Spagna, Italia, Francia, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Romania, Polonia e Austria, con 27 voli per El País e 22 per il Guardian. Anche i dati italiani variano: LaPresse conta sei allarmi in Italia, La Discussione dieci voli collegati al Paese.
Gli episodi in Italia
Il primo intervento nei cieli italiani ha riguardato un volo Finnair da Helsinki a Roma: è stato raggiunto dai caccia dell’Aeronautica Militare dopo la segnalazione di un possibile ordigno. L’allarme è partito da email. Per l’Italia sono stati coinvolti due voli diretti a Roma e quattro da o per Malpensa; il messaggio è arrivato nelle prime ore del mattino con una generica “segnalazione di minaccia” come oggetto. A Fiumicino è arrivato un messaggio in italiano ai dipendenti di Aeroporti di Roma e di altre società dello scalo. Altrove la tensione è stata più alta. Il volo Dublino-Roma di Aer Lingus è stato scortato dai caccia francesi e fatto atterrare nello scalo militare di Évreux. Secondo il procuratore francese, il comandante avrebbe inizialmente rifiutato di atterrare perché preferiva un aeroporto civile. Un volo Wizz Air da Malpensa a Varsavia è stato dirottato a Vienna. Le bonifiche hanno avuto ovunque esito negativo. Non risultano vittime né feriti.
Gli episodi dei giorni precedenti
L’ondata di giovedì non è isolata. Già lunedì 2 novembre un volo Wizz Air da Londra a Sofia è stato dirottato a Budapest, con un caccia Gripen ungherese decollato dopo l’attivazione dell’allerta “Alpha” della Nato. Il giorno dopo sette voli europei sono stati minacciati, tra cui due diretti a Roma e uno da Bergamo; erano tutti falsi e tutti sono atterrati. Non si esclude un collegamento con i falsi allarmi di quei giorni, che in Italia hanno riguardato circa 280 scuole, evacuate.
Gli allarmi sono continuati anche venerdì
Un allarme bomba su un volo proveniente da Roma ha costretto a realizzare stamani un’operazione di sicurezza nell’aeroporto di Lisbona: la notizia è diffusa dalla Cnn Portugal e rilanciata da ANSA. L’aereo della Ryanair è atterrato nella capitale portoghese alle 8 di questa mattina. L’allerta è stata ricevuta dalla Polizia di Pubblica Sicurezza tramite una telefonata di un agente delle forze dell’ordine, la cui identità è stata verificata da membri della Polizia Giudiziaria. Le autorità stanno prendendo provvedimenti per valutare e confermare la credibilità della minaccia.
Un altro allarme bomba è scattato per un volo Wizzair Praga-Roma. La segnalazione dell’ordigno a bordo è arrivata da una telefonata anonima alla torre di controllo di Fiumicino. Il volo, che sarebbe dovuto arrivare nella Capitale alle 11, è stato deviato su Venezia dov’è atterrato. Sono in corso le bonifiche della polizia.
Strascichi politici, nessuna nuova ondata confermata
Le Procure competenti sono Civitavecchia per Fiumicino e Busto Arsizio per Malpensa, e potrebbero subentrare Roma e Milano se emergesse una matrice terroristica. Sulle firme dei messaggi, le email sono firmate “Stato Maschile”. Per il ministro della Difesa Guido Crosetto si tratta di “guerra sotto soglia”, cioè sotto la soglia di attribuzione, e di una strategia per aumentare il caos. Il vicepremier Antonio Tajani dice che “Mosca cerca di destabilizzare e creare panico”, ma ammette che per questi ultimi allarmi non ci sono ancora prove. Anche Reuters riferisce che nessun gruppo ha rivendicato le minacce e che non esistono prove pubbliche per attribuirle a uno Stato o a un’organizzazione precisa.
Le autorità legano questi episodi agli attacchi hacker ai sistemi di refrigerazione dei supermercati europei, per i quali hacker filorussi hanno già rivendicato la responsabilità. Ma il collegamento tra i due fenomeni, per ora, è un’ipotesi investigativa e politica, non un fatto accertato.
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