Un passo in avanti nella modernizzazione della macchina pubblica e nella trasformazione digitale del settore delle costruzioni. L’Agenzia del Demanio, l’Autorità Nazionale Anticorruzione e FS Engineering hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per promuovere e valorizzare l’utilizzo del Building Information Modeling (BIM) nella gestione e progettazione delle opere pubbliche.
L’accordo punta a rafforzare l’integrazione del BIM all’interno dell’ecosistema digitale degli appalti, in una fase in cui l’efficienza della spesa pubblica e la qualità progettuale rappresentano leve decisive per la competitività del Paese. La digitalizzazione dei processi di gara e di realizzazione delle opere è infatti uno dei pilastri per migliorare tempi, trasparenza e controllo dei costi.
Il protocollo prevede la diffusione delle competenze sul BIM attraverso attività formative, incontri tecnici, studi e seminari, oltre all’analisi e al potenziamento dei metodi digitali oggi utilizzati dalle stazioni appaltanti. Centrale anche l’istituzione di un Tavolo tecnico con funzioni di coordinamento e programmazione delle attività, con l’obiettivo di creare standard condivisi e favorire l’interoperabilità tra le diverse piattaforme e amministrazioni.
Sul piano strategico, l’intesa si inserisce in un percorso già avviato dall’Agenzia del Demanio, che ha implementato processi di gestione informativa basati su strumenti digitali innovativi, collaborando con amministrazioni, università ed enti di ricerca. L’obiettivo è sostenere un’evoluzione strutturale del settore, superando la frammentazione e promuovendo una cultura della progettazione integrata e digitale.
“La collaborazione nasce da obiettivi, metodi e linguaggi condivisi orientati alla qualità, alla sicurezza dell’intervento edile e alla sua tracciabilità, dalla progettazione alla realizzazione dell’opera, inclusa la digitalizzazione del cantiere, per seguire in modo efficiente l’intero ciclo di vita dell’immobile”, ha dichiarato il direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme.
L’integrazione del BIM nei processi pubblici non è soltanto una questione tecnologica. Rappresenta un cambio di paradigma nella gestione degli investimenti infrastrutturali: maggiore controllo dei dati, riduzione delle varianti in corso d’opera, trasparenza nelle fasi esecutive e possibilità di monitorare l’intero ciclo di vita dell’opera, dalla progettazione alla manutenzione.
Per ANAC, guidata dal presidente Giuseppe Busìa, l’accordo rafforza anche la dimensione della prevenzione della corruzione attraverso strumenti digitali che aumentano tracciabilità e accountability. Per FS Engineering, amministrata dall’AD Dario Lo Bosco, si tratta invece di valorizzare competenze industriali e know-how tecnico in un’ottica di sistema.
L’intesa si colloca in un contesto in cui la qualità della spesa pubblica, la sostenibilità delle infrastrutture e la capacità di gestione digitale degli appalti sono fattori chiave per la credibilità delle istituzioni e per l’attrattività degli investimenti. Il BIM diventa così non solo uno strumento operativo, ma un elemento strategico per la governance delle opere pubbliche nel prossimo decennio.
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