La Campania si conferma la regione più giovane d’Italia e questa caratteristica demografica si riflette anche nella struttura del suo tessuto produttivo. Con un’età media della popolazione pari a 44,5 anni, contro i 46,9 del dato nazionale, il sistema imprenditoriale regionale mostra una vitalità superiore rispetto al resto del Paese. L’età media dei titolari di piccole e medie imprese si attesta infatti a 52,3 anni, ben al di sotto dei 56,4 registrati a livello nazionale.
Secondo l’Osservatorio sulle PMI realizzato da Perpethua, società specializzata nei processi di passaggio generazionale e operazioni di M&A, il 26% degli imprenditori campani è over 60, una quota sensibilmente inferiore rispetto a molte altre regioni italiane, dove la soglia supera spesso il 40%. Il dato suggerisce un sistema imprenditoriale più dinamico, composto da oltre 7.500 aziende censite, e apparentemente meno esposto ai rischi legati all’invecchiamento dei titolari. Tuttavia, la tendenza demografica generale non risparmia la Campania: l’età media regionale cresce costantemente, passando da 43,9 anni nel 2022 a 44,5 nel 2024, segnale che anche qui il tema del ricambio generazionale diventerà sempre più centrale.
Il CEO di Perpethua, Tobia Piovesan, sottolinea come il passaggio generazionale rappresenti «un momento chiave, al tempo stesso sfida e opportunità per il futuro del sistema produttivo». La società, con il supporto tecnologico di Yuno AI, ha analizzato 7.527 PMI campane, provincia per provincia, evidenziando differenze significative all’interno del territorio. La provincia più “anziana” è Benevento, dove il 30% dei titolari ha superato i 60 anni e il 10% ha oltre 70 anni. Seguono Avellino con il 29%, Salerno con il 28%, Napoli con il 25% e Caserta con il 24%.
Napoli, che da sola rappresenta quasi il 59% delle PMI campane, mostra una struttura imprenditoriale più giovane e dinamica: il 14% dei titolari ha più di 65 anni, il 7% supera i 70, il 4% i 75 e solo l’1% oltrepassa gli 80 anni. Quest’ultima percentuale, riferita all’intera regione, equivale a circa 75 imprese guidate ancora da imprenditori ultraottantenni, un dato che testimonia la resilienza ma anche la necessità di pianificare con attenzione il futuro delle aziende familiari.
L’Osservatorio pone dunque una domanda cruciale: la Campania può considerarsi immune dai problemi demografici che affliggono il sistema imprenditoriale italiano? La risposta è più complessa di quanto suggeriscano i numeri. Se da un lato la regione presenta una base imprenditoriale più giovane, dall’altro l’invecchiamento della popolazione e la forte concentrazione di imprese familiari rendono indispensabile una strategia di lungo periodo per evitare la perdita di competenze, valore e continuità aziendale.
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