Cambia assetto uno dei principali poli editoriali italiani. Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, ha ceduto l’intera partecipazione in GEDI Gruppo Editoriale a K Group, realtà riconducibile alla famiglia Kyriakou e già attiva nel settore media attraverso Antenna Group. Un’operazione che ridisegna gli equilibri dell’informazione in Italia e che coinvolge alcune delle testate più rilevanti del panorama nazionale.

Nel perimetro dell’acquisizione rientrano marchi di primo piano come la Repubblica, insieme alle emittenti Radio Deejay, Radio Capital e m2o, oltre a HuffPost Italia, National Geographic Italia e Limes. Fa parte del pacchetto anche la concessionaria pubblicitaria A. Manzoni & C.. Restano invece escluse dall’operazione La Stampa, già ceduta in precedenza al Gruppo Sae, e Stardust.

Il valore economico della transazione non è stato reso pubblico, ma l’operazione si inserisce in una fase di forte trasformazione del settore editoriale europeo, caratterizzato da concentrazioni, internazionalizzazione e ridefinizione dei modelli di business.

Dal lato industriale, il nuovo azionista ha indicato una linea strategica chiara: rafforzare gli asset editoriali attraverso investimenti mirati, puntando al tempo stesso a preservare l’autonomia delle redazioni. Un elemento centrale, quest’ultimo, in un contesto in cui il tema dell’indipendenza editoriale è sempre più rilevante nel dibattito pubblico.

Sul fronte della governance, è prevista la nomina di Mirja Cartia d’Asero come amministratore delegato, figura con esperienza consolidata nel settore, già alla guida del Il Sole 24 Ore. Continuità invece sul piano editoriale: Mario Orfeo resterà alla direzione di Repubblica, mentre Linus manterrà la guida delle radio del gruppo.

L’operazione segna un passaggio significativo non solo per il gruppo coinvolto, ma per l’intero sistema mediatico italiano. L’ingresso di un player internazionale apre nuove prospettive in termini di sviluppo, digitalizzazione e posizionamento globale, ma allo stesso tempo pone interrogativi sulle dinamiche future del mercato e sulla capacità di coniugare crescita industriale e pluralismo informativo.

Fnsi: “Tutelare il prodotto e i diritti dei giornalisti”

“In nove anni si è compiuta la parabola del gruppo Gedi. Doveva essere il più grande gruppo editoriale europeo, invece Elkann lo ha trasformato nella più grande cessione di testate che si sia mai vista in Italia. Con il passaggio dell’azionariato al greco Kyriakou e la cessione della Stampa a Sae il gruppo non esiste più. Restano le macerie e molti interrogativi sul perché dell’operazione cominciata nell’aprile 2017”. Lo afferma Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi. “La Federazione nazionale della Stampa italiana – prosegue – prende atto del passaggio di proprietà e si schiera al fianco dei colleghi di Repubblica così come è accanto a quelli della Stampa. In attesa di capire meglio, e oltre i pochi concetti espressi nelle comunicazioni societarie, come il nuovo editore intende il concetto di pluralismo dell’informazione e come vuole sviluppare la sua attività conformemente alle leggi italiane, la Fnsi osserva che ancora una volta Elkann ed Exor hanno scelto la strategia della distrazione di massa, comunicando la cessione nel pomeriggio del referendum, quando tutto l’interesse della politica e della società italiana è rivolto ai risultati della consultazione. A cessione avvenuta, restano i temi della tutela del prodotto – a cominciare dal quotidiano cartaceo fino all’online e alle radio – del perimetro occupazionale e dei diritti dei giornalisti, sui quali la Fnsi non farà sconti all’editore che si affaccia adesso sul mercato italiano”.


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