SCIOPERO benzinai benzina accise

I prezzi dei carburanti tornano a correre in Italia, spinti dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza sui mercati energetici internazionali. Le rilevazioni più recenti indicano infatti che benzina e gasolio hanno raggiunto livelli che non si vedevano da mesi, riaccendendo il dibattito sul costo dell’energia e sull’impatto che potrebbe avere su inflazione e consumi.

Secondo le elaborazioni di Staffetta Quotidiana, basate sui dati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i prezzi medi praticati nei distributori italiani mostrano un ulteriore incremento. Le rilevazioni, effettuate su circa 20 mila impianti sul territorio nazionale, indicano che la benzina in modalità self service ha raggiunto una media di 1,744 euro al litro, mentre il diesel è salito a 1,867 euro al litro, segnando aumenti sensibili rispetto ai giorni precedenti.

La crescita dei listini è ancora più evidente nel servizio assistito. In questo caso la benzina servita sfiora 1,88 euro al litro, mentre il diesel servito si avvicina ai 2 euro, attestandosi a circa 1,996 euro al litro. Anche gli altri carburanti mostrano una dinamica al rialzo: il Gpl servito si posiziona intorno a 0,697 euro al litro, mentre il metano arriva a circa 1,445 euro al chilogrammo.

I prezzi risultano ancora più elevati nelle stazioni di rifornimento situate lungo la rete autostradale. Qui la benzina self service raggiunge 1,836 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 1,949 euro al litro. Con il servizio assistito le cifre salgono ulteriormente, con il diesel che può superare i 2,20 euro al litro, confermando come le aree di servizio autostradali continuino a registrare i livelli più alti del mercato.

I dati indicano dunque una fase di forte pressione sui prezzi. La benzina si trova ai livelli più alti dal 2 luglio 2025, mentre il diesel ha raggiunto il valore massimo dal 29 ottobre 2023. Un trend che riflette le tensioni internazionali legate al mercato dell’energia e alle recenti dinamiche geopolitiche.

Sul tema è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha confermato come il governo stia monitorando attentamente la situazione, soprattutto dopo gli sviluppi della crisi in Medio Oriente seguiti all’attacco degli Stati Uniti contro obiettivi in Iran.

Il ministro ha spiegato che sono già stati individuati alcuni casi sospetti di speculazione da parte di distributori di carburante. Per questo motivo le autorità hanno attivato un sistema di controllo più stretto sul mercato, coinvolgendo anche gli organismi preposti alla vigilanza. In particolare, ha precisato Urso, la segnalazione alla Guardia di Finanza può scattare quando un distributore applica un prezzo self superiore a quello del servito, una dinamica considerata anomala e potenzialmente indice di comportamenti speculativi.

Nonostante gli aumenti registrati negli ultimi giorni, il ministro ha sottolineato che il prezzo medio dei carburanti resta ancora sotto la soglia dei 2 euro al litro, ricordando che durante la crisi energetica seguita all’Invasione russa dell’Ucraina i listini arrivarono a sfiorare i 2,25 euro al litro. Tuttavia, il quadro resta incerto e fortemente legato all’evoluzione del contesto internazionale.

Secondo il titolare del dicastero, l’andamento dei prezzi nei prossimi mesi dipenderà in larga parte dalla durata e dall’estensione del conflitto in Medio Oriente. Qualora la crisi dovesse prolungarsi o intensificarsi, le conseguenze sui mercati energetici e sui costi dei carburanti potrebbero diventare molto più rilevanti, con effetti diretti anche sull’inflazione e sul potere d’acquisto delle famiglie.