L’aeroporto Salerno–Costa d’Amalfi, trentanovesimo scalo italiano, è stato inaugurato ufficialmente l’11 luglio 2024. Nel luglio 2025 ha assunto la denominazione di “Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento”. Situato tra Pontecagnano Faiano e Bellizzi, mira a diventare un hub strategico per il turismo campano, con un’offerta crescente di destinazioni nazionali ed internazionali gestite da GESAC.
Sono inoltre in corso i lavori per il prolungamento della metropolitana di Salerno, che porterà una stazione direttamente a ridosso del terminal, insieme alla riqualificazione della viabilità dell’area.
Negli ultimi giorni l’annuncio dei nuovi collegamenti in partenza da maggio, diffuso dai sottosegretari del MIT, ha acceso un forte dibattito politico. La querelle vede contrapposti il consigliere regionale campano Luca Cascone (A Testa Alta) e i sottosegretari Antonio Iannone e Tullio Ferrante, in particolare sulla paternità dei risultati ottenuti nello sviluppo dello scalo.
Il sottosegretario Antonio Iannone ha rivendicato un ruolo determinante del Governo nell’accordo che introduce 19 voli settimanali da Salerno verso Milano Malpensa, Genova, Torino e Trieste, operati da Aeroitalia in collaborazione con GESAC.
Secondo Iannone, dopo anni si passerà alla politica dei fatti e sarà risolto il problema di accessibilità dell’aeroporto.
L’intervento governativo – come spiegato dallo stesso sottosegretario – avrebbe contribuito ad aumentare l’offerta di voli, basare stabilmente un aeromobile a Salerno e rafforzare i collegamenti tra Campania e Nord Italia, anche se sarà necessario continuare a lavorare per rendere lo scalo sempre più attrattivo, soprattutto per i voli internazionali.
Il consigliere regionale Luca Cascone contesta però questa narrazione e rivendica il lavoro pluriennale della Regione, sottolineando che “non si risolvono criticità complesse con una riunione”.
Nell’intervista che segue, la ricostruzione degli interventi e dei finanziamenti che hanno portato allo sviluppo dello scalo.
Consigliere Cascone, negli ultimi giorni l’annuncio dei nuovi collegamenti da parte dei sottosegretari del MIT ha acceso un forte dibattito. Cosa non l’ha convinta?
“Si comunica di essere protagonisti di un risultato solo per aver convocato una riunione. È indubbio che ci siano problematiche legate all’appetibilità dei voli per le compagnie, ma è un processo lento. Mancano ancora infrastrutture fondamentali: il nuovo terminal e la metropolitana. È una fase naturale, con criticità da affrontare, ma non è con una riunione – quella del tavolo tecnico-politico del MIT dello scorso 10 febbraio – che si risolvono problemi di questa portata. GESAC è in contatto con Aeroitalia da oltre un anno: è un ragionamento che va avanti da tempo.”
Il sottosegretario Iannone ha rivendicato un ruolo decisivo del Governo nell’accordo che introduce 19 voli settimanali. Come risponde?
“Ci si attribuisce meriti per un lavoro che non nasce oggi. Lo sviluppo dell’aeroporto è frutto di una programmazione lunga e complessa, fatta di investimenti, pareri, progettazioni e cantieri, non di annunci.”
Si è parlato anche di un “rifinanziamento” della metropolitana. Può chiarire?
“Non si tratta di un nuovo finanziamento. Le risorse esistevano già: sono state semplicemente riallocate su una fonte più compatibile con le scadenze. La stazione nella Zona Industriale era stata finanziata con fondi PNRR su richiesta della Regione. RFI, leggermente in ritardo sul cronoprogramma, ha chiesto lo spostamento delle risorse su una fonte con scadenze meno stringenti. È tutto qui.”
Quali sono, secondo lei, i passaggi fondamentali che hanno portato allo sviluppo dello scalo?
“Il progetto della rete aeroportuale di Napoli e Salerno parte nel 2018, fortemente voluto dalla Giunta De Luca, con oltre 90 milioni di euro stanziati dalla Regione. A questi si aggiungono 40 milioni del MIT per il prolungamento della pista e più di 30 pareri necessari per il Masterplan di sviluppo. Parliamo di un lavoro tecnico e infrastrutturale enorme, dalla localizzazione della stazione all’integrazione con la viabilità prevista da ASI e Provincia, fino alla nuova rampa in direzione nord all’uscita Aversana.”
Può elencare gli interventi attualmente in corso o in fase di gara?
“Certo. Ci sono: la grande viabilità di accesso all’aeroporto, finanziata con circa 20 milioni di euro e gestita dalla Provincia, con progetto in fase di approvazione e gara imminente; il prolungamento della metropolitana fino alla fermata aeroportuale, circa 200 milioni gestiti da RFI, già in corso; il prolungamento dell’Aversana fino al superamento del Sele, circa 50 milioni gestiti dalla Provincia, anche questo in fase di approvazione con gara prossima alla pubblicazione.”
Che ruolo hanno avuto GESAC e la Camera di Commercio in questo percorso?
“Un ruolo fondamentale. La Regione, in sinergia con GESAC e con la Camera di Commercio di Salerno, ha promosso iniziative per favorire la crescita dello scalo. La Camera di Commercio sta portando avanti un grande lavoro di marketing territoriale, integrando aeroporto, Cilento e Costiera Amalfitana, e migliorando la connettività per residenti e turisti dal 2026.”
In conclusione, come valuta gli annunci degli ultimi giorni?
“Gli annunci a effetto continuiamo a lasciarli a chi conosce molto poco l’argomento. Noi continuiamo a lavorare, come facciamo da anni, per far diventare l’aeroporto di Salerno–Costa d’Amalfi un vero punto di riferimento per il territorio.”
La discussione sulla paternità dei risultati mostra quanto il tema sia sensibile sul piano politico, ma anche quanto lo scalo rappresenti un tassello centrale per l’area vasta salernitana. Tra nuovi voli, infrastrutture in corso e strategie di marketing territoriale, i prossimi anni diranno se l’aeroporto riuscirà a consolidarsi come infrastruttura realmente competitiva e integrata nel sistema campano.
di Alessandra Romano
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