Arrivano nuove risorse per il sistema universitario campano. Le università della Campania potranno contare su un finanziamento complessivo di 5,4 milioni di euro destinato al rafforzamento della ricerca e al reclutamento di personale accademico. Il piano consentirà l’assunzione fino a 184 ricercatori, con l’obiettivo di consolidare il capitale umano formatosi negli ultimi anni grazie agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il provvedimento è contenuto nel decreto attuativo firmato dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che dà attuazione al piano straordinario di reclutamento e valorizzazione del personale della ricerca previsto dalla legge di Bilancio 2026. L’intervento punta a rafforzare la capacità scientifica degli atenei italiani e, allo stesso tempo, a evitare la dispersione delle competenze sviluppate attraverso i progetti finanziati dal Pnrr.
Per la Campania il piano prevede uno stanziamento iniziale di 1,2 milioni di euro nel 2026, destinato a crescere progressivamente fino a raggiungere 5,4 milioni di euro annui a partire dal 2027. Le risorse permetteranno di sostenere nuovi contratti di ricerca e percorsi di stabilizzazione, rafforzando il collegamento tra attività scientifica, innovazione e sviluppo economico del territorio.
Una parte rilevante delle nuove assunzioni sarà direttamente collegata ai progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Su un totale di 184 ricercatori previsti, 79 saranno infatti legati a iniziative finanziate dal Pnrr, segno della volontà del governo di trasformare gli investimenti straordinari degli ultimi anni in un rafforzamento strutturale del sistema universitario.
La quota principale delle risorse sarà destinata alla Università degli Studi di Napoli Federico II, che riceverà circa 3,4 milioni di euro e potrà assumere 117 ricercatori, di cui 58 collegati ai progetti del Pnrr. L’ateneo napoletano si conferma così il principale polo di ricerca della regione e uno dei centri scientifici più rilevanti del Mezzogiorno.
Finanziamenti consistenti arriveranno anche all’Università degli Studi di Salerno, che potrà contare su oltre 767 mila euro per 26 ricercatori, nove dei quali finanziati con fondi Pnrr. All’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli saranno invece destinati 708 mila euro per 24 ricercatori, con sei posizioni direttamente legate ai progetti del piano europeo.
Il piano coinvolge anche altri atenei della regione. L’Università degli Studi di Napoli Parthenope riceverà oltre 206 mila euro per sette ricercatori, mentre all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale andranno 177 mila euro per sei posizioni. L’Università degli Studi del Sannio potrà contare su oltre 88 mila euro per tre ricercatori, mentre la Scuola Superiore Meridionale riceverà circa 29 mila euro per una nuova posizione di ricerca.
Secondo la ministra Bernini, l’intervento rappresenta un passaggio fondamentale per consolidare il patrimonio di competenze costruito negli ultimi anni nel sistema della ricerca italiana. “Lo stanziamento di 5,4 milioni di euro agli atenei della Campania è il riconoscimento concreto del valore e delle competenze delle ricercatrici e dei ricercatori che il Pnrr ha contribuito a formare”, ha dichiarato. “Con questo piano diamo un segnale chiaro: quelle professionalità non andranno disperse, ma diventeranno la base su cui costruire nuova conoscenza e crescita duratura”.
Il provvedimento si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento del sistema universitario nazionale. Nel 2026 il ministero dell’Università e della Ricerca destinerà complessivamente 18,5 milioni di euro al reclutamento di ricercatori, cifra che salirà a 60,7 milioni di euro annui a partire dal 2027.
Su scala nazionale il piano prevede circa 2.000 nuove assunzioni tra università ed enti di ricerca, di cui 1.051 finanziate direttamente attraverso il Pnrr. Nel dettaglio, 847 ricercatori saranno inseriti negli atenei italiani, mentre 204 entreranno negli enti pubblici di ricerca vigilati dal ministero.
Nel contesto del Mezzogiorno, l’investimento destinato alla Campania assume un valore strategico. Il rafforzamento del sistema universitario regionale è infatti considerato uno degli strumenti chiave per sostenere innovazione, competitività delle imprese e crescita economica, favorendo allo stesso tempo la permanenza sul territorio dei giovani ricercatori e delle competenze scientifiche.
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