benzina

Il prezzo dei carburanti continua a salire. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati a martedì 5 maggio, la benzina in modalità self lungo la rete stradale nazionale raggiunge 1,926 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 2,044 euro al litro. Un livello che conferma la fase di rialzo iniziata dopo la riduzione degli sconti sulle accise.

Sulla rete autostradale, i valori risultano ancora più elevati: 1,981 euro al litro per la benzina e 2,114 euro per il gasolio, avvicinandosi alla soglia psicologica dei 2 euro. Una dinamica che pesa in modo particolare sui trasporti a lunga percorrenza e sulla logistica, già sotto pressione per l’aumento dei costi energetici.

L’aggiornamento del Mimit arriva in un momento in cui il tema dei carburanti è tornato centrale nel dibattito pubblico. L’aumento dei prezzi alla pompa incide direttamente sulla spesa delle famiglie, sulla mobilità quotidiana e sui costi operativi delle imprese, soprattutto nei settori più energivori e nel trasporto merci. La crescita dei listini rischia inoltre di alimentare nuove spinte inflazionistiche, proprio mentre l’economia italiana tenta di consolidare una fase di stabilizzazione.

Il governo monitora l’andamento dei prezzi, mentre le associazioni dei consumatori chiedono interventi strutturali per garantire maggiore trasparenza nella formazione dei listini e per evitare oscillazioni eccessive legate alla volatilità dei mercati internazionali del petrolio.

La tendenza delle prossime settimane dipenderà dall’evoluzione delle quotazioni del greggio, dalle tensioni geopolitiche e dalle dinamiche della domanda stagionale. Per ora, il quadro conferma un ritorno su livelli di prezzo che non si registravano da mesi, con effetti immediati sul potere d’acquisto e sulla competitività delle imprese.


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