Una fiammata dei costi energetici che paralizza la rete viaria e minaccia di bloccare la catena di approvvigionamento alimentare nel Mezzogiorno. Dalla mezzanotte di oggi, venerdì 16 ottobre 2026, si sono aperti diversi presidi di protesta organizzati dai comitati di autotrasportatori contro l’impennata dei prezzi del carburante.
L’agitazione, esplosa originariamente in Calabria su iniziativa della Federazione regionale della logistica (Fedralog) per un’azione prevista fino al 20 ottobre, si è estesa rapidamente lungo i nodi autostradali e statali di Campania e Basilicata, creando forti disagi al traffico commerciale e pendolare.
La mappa dei presidi in Campania: A1 e A30 sotto monitoraggio
In territorio campano i mezzi pesanti hanno posizionato i propri veicoli a ridosso delle carreggiate d’accesso ai principali snodi autostradali delle province di Napoli e Caserta:
- Casello di Nola (Autostrada A30 Caserta-Salerno): I camionisti mantengono un presidio permanente all’accesso autostradale;
- Casello di Caianello (Autostrada A1 Milano-Napoli): Presidio e strettoie per il filtraggio dei veicoli al confine regionale;
- Nodo di Caserta Sud: Incolonnamento di Tir lungo le rampe d’accesso.
Nonostante gli autotrasportatori lascino aperto un varco operativo per consentire il transito alternato dei veicoli leggeri, la presenza dei mezzi pesanti a bordo strada crea marcati restringimenti della carreggiata e forti rallentamenti. La Polizia Stradale è presente con diverse pattuglie per presidiare i punti critici ed evitare il blocco totale della circolazione.
Basilicata e Calabria: pompe d’benzina a secco e scaffali vuoti
La situazione si presenta ancor più complessa nelle regioni limitrofe, dove la protesta dei Tir si somma ad altre vertenze di settore.
In Basilicata, la mobilitazione lungo la strada statale Jonica (al confine con Calabria e Puglia) e sulla Bradanica nel distretto del Vulture-Melfese ha intercettato gli effetti dello sciopero in corso presso la raffineria Eni di Taranto. Il combinato disposto tra il blocco dei mezzi di trasporto e la fermata dell’impianto di raffinazione ha provocato l’esaurimento delle scorte di carburante: a Potenza e in diversi comuni lucani la maggior parte degli impianti di distribuzione ha affisso il cartello di “tutto esaurito”. A Potenza è inoltre scattata una manifestazione di protesta degli agricoltori promossa da Coldiretti davanti alla sede della Regione.
In Calabria, perimetro d’origine della protesta con una quindicina di presidi attivi tra il porto di Gioia Tauro, l’aeroporto di Lamezia Terme e gli svincoli dell’autostrada A2 nel Cosenzato, si registrano già le prime carenze di generi di prima necessità e prodotti alimentari nei supermercati della grande distribuzione organizzata.
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