STRASBURGO – Di fronte ai recenti sviluppi geopolitici in Medio Oriente, all’escalation ininterrotta dei prezzi dei combustibili fossili e al conseguente aumento del costo della vita, l’Unione Europea deve intervenire con decisione per mitigare le ripercussioni economiche sui cittadini. A rilanciare la necessità di una linea d’azione rigorosa contro il caro vita è la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea, per bocca del ministro irlandese agli Affari europei Thomas Byrne.
Intervenendo durante il dibattito sui profitti straordinari del settore energetico al Parlamento europeo a Strasburgo, il rappresentante irlandese ha sottolineato l’urgenza di attuare meccanismi di redistribuzione economica volti a compensare le perdite finanziarie subite dai nuclei familiari.
Misure d’emergenza e prelievo sugli extraprofitti
La posizione espressa dalla Presidenza dell’UE mette al centro la responsabilità sociale dei colossi energetici di fronte alla crisi dei prezzi:
«Visti i recenti sviluppi in Medio Oriente, i prezzi dei combustibili fossili che crescono a non finire e il costo della vita che è aumentato in modo significativo, è necessario mitigare le conseguenze negative per i cittadini e bisogna tassare le società energetiche per compensare le perdite delle famiglie. È necessario adottare misure di contenimento, come compensazioni e meccanismi di emergenza, e noi sappiamo che tassare gli extraprofitti è una misura necessaria.» ha affermato Thomas Byrne, Ministro irlandese agli Affari Europei.
L’orientamento espresso nel dibattito plenario punta a consolidare strumenti normativi ed fiscali a livello comunitario che consentano di prelevare parte dei margini straordinari maturati dalle compagnie petrolifere e del gas, destinando le risorse a sostegni diretti per famiglie e imprese travolte dai rincari delle bollette.
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