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Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha preso parte questa mattina al convegno organizzato proprio dall’istituto centrale nella città di Napoli. L’evento dal titolo «L’avventura della moneta: a che serve la finanza» organizzato al Maschio Angioino di Napoli nell’ambito dell’iniziativa «In viaggio con la Banca d’Italia» è stato l’occasione per approfondire le principali tematiche economiche del nostro Paese e non solo. Dal debuto pubblico ai bitcoin, fino ad un’analisi di Napoli e del Sud Italia.

Napoli e Sud Italia

“Ho trovato Napoli migliorata e dunque anche al Sud qualcosa di buono si può fare” ha affermato Visco, “Ricordo la Napoli dei primi anni ’50 – ha proseguito – con i bambini senza scarpe e gli anziani in giro a raccogliere le cicche con un bastoncino. L’Italia non era diversa, era un Paese molto arretrato. Oggi la situazione è diversa ma i problemi non mancano”.

“L’arretratezza del Mezzogiorno c’è – sottolinea Visco – la difficoltà nel trovare lavoro, le infrastrutture che ritardano, ci sono cose vere che vediamo tutti i giorni, ce lo dicono i dati, e poi ci sono anche le percezioni di un ritardo. È evidente – l’analisi di Visco – che c’è molto lavoro da fare.

Debito pubblico, inflazione e reddito

“Sono convinto che il nostro debito sia sostenibile ma perché sia sostenibile occorre che ci sia una risposta sul piano infrastrutturale e un piano su come vengono spesi i soldi tale che convinca chi compra i nostri titoli”, sostiene Visco. “Un piano – ha ulteriormente precisato – sulle attività di investimento dei risparmi, che siano diretti o amministrati attraverso fondi, per cui chi compra si convinca che noi abbiamo una capacità di crescita. Sono convinto che ce l’abbiamo”.

“In questi anni di declino in cui il reddito non è cresciuto, in cui abbiamo avuto investimenti in calo del 10-20 e 30%, il sistema bancario ha tenuto nonostante tutte le critiche che abbiamo avuto. Ha tenuto e tiene, e si è solidificato grazie ad un’azione capillare di interventi non sempre nota. Lo sviluppo dell’inflazione nell’anno è stato determinato da uno choc straordinario, di natura esterna, il nostro intervento deve essere calibrato sulla base dei rischi che si possono materializzare rendendo ancora più difficile il nostro percorso. Questa è l’interazione difficile che stiamo avendo all’interno di coloro che hanno questa responsabilità, con successo. Adesso bisogna che quel successo dia luogo alla necessaria pazienza per vedere i risultati”, ha conclusob ricordando come “l’inflazione è la tassa più iniqua che colpisce soprattutto i meno favoriti”.