Commercio estero IMPORT EXPORT

Nel pieno dell’escalation protezionistica che minaccia l’equilibrio commerciale globale, Confcommercio lancia un appello forte e chiaro al Governo e all’Unione Europea: serve una strategia condivisa per evitare una guerra commerciale con gli Stati Uniti e difendere la competitività delle imprese italiane ed europee.

Durante il confronto svoltosi a Palazzo Chigi tra l’esecutivo e le principali associazioni imprenditoriali, Confcommercio ha ribadito la necessità di un’azione coraggiosa, coordinata e lungimirante a livello europeo, capace di rispondere agli effetti potenzialmente devastanti della nuova ondata di dazi americani.

Secondo Riccardo Garosci, vicepresidente dell’associazione, i comparti della manifattura, dell’agroalimentare, dei trasporti e logistica, e del turismo sono tra i più esposti, con serie ripercussioni sulle prospettive di crescita in un contesto economico già fragile. In questo scenario, l’avvio urgente di un negoziato tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti è considerato indispensabile, anche per riequilibrare un mercato dei servizi che attualmente pende fortemente a favore delle imprese statunitensi, in particolare nei settori tecnologico e finanziario.

Per Confcommercio, un accordo con Washington non deve limitarsi ai beni, ma deve riflettere la portata di un mercato europeo di 500 milioni di consumatori, evitando escalation commerciali che potrebbero alimentare l’inflazione e colpire duramente imprese importatrici e distributive.

L’associazione invita Bruxelles ad accelerare la conclusione di accordi di libero scambio in aree strategiche come India, Paesi del Golfo, Australia, Indonesia e Malesia, a riaprire un canale di dialogo con la Cina e a ratificare rapidamente l’intesa con il Mercosur. Centrale anche la richiesta di sospendere e rivedere il meccanismo ETS nel settore dei trasporti, bloccare l’entrata in vigore dei dazi marittimo-portuali statunitensi e rafforzare la cantieristica europea.

Sul piano interno, Confcommercio sollecita una politica energetica europea unitaria, che riduca i divari di costo tra i Paesi membri, migliori le interconnessioni e promuova investimenti strategici in nucleare di nuova generazione, fonti rinnovabili e idrogeno. Non meno importante è il contrasto alla speculazione sui mercati energetici, che incide pesantemente sulla sostenibilità economica delle imprese.

Infine, in un momento cruciale per il futuro economico e tecnologico del continente, l’associazione insiste sull’urgenza di rafforzare la transizione digitale, ampliare l’accesso al piano Transizione 5.0 per micro e piccole imprese e colmare il ritardo sull’intelligenza artificiale. Sul fronte macroeconomico, si chiede di rivedere il Patto di Stabilità, introducendo maggiore flessibilità fiscale e la possibilità di emettere bond europei per stimolare investimenti e crescita.


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