NAPOLI – La Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per la Campania, riunita nella sede storica di Castel Capuano, ha approvato il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Campania per l’esercizio 2025. L’udienza, introdotta dal presidente Massimo Gagliardi, ha certificato il completamento di un percorso di risanamento finanziario definito “particolarmente virtuoso”, che vede l’ente uscire ufficialmente dalla condizione di disavanzo strutturale.
L’analisi dei magistrati contabili traccia il bilancio di un decennio di rigore di bilancio, pur senza sottacere la permanenza di rilevanti fragilità sul fronte dell’indebitamento pregresso e della spesa sanitaria.
Dal deficit da 5,7 miliardi all’attivo di bilancio: i numeri del risanamento
I dati presentati durante la relazione evidenziano una netta inversione di tendenza rispetto al passato recente:
Azzeramento del Disavanzo: Nel 2015 la Regione registrava un disavanzo di amministrazione pari a 5,79 miliardi di euro. Al 31 dicembre 2025 la parte disponibile del risultato di amministrazione presenta invece un saldo positivo di 7 milioni di euro;
Recupero Record: Nel solo esercizio 2025 la Campania ha recuperato 663 milioni di euro oltre gli obiettivi di rientro annuali fissati dai piani di rientro;
Sostegno Normativo e Gestione Autonoma: La Corte ha precisato che, pur in presenza dei benefici previsti dalla legge di bilancio nazionale 199/2025 (che cancella i debiti regionali per le anticipazioni di liquidità dal 2026), l’ente avrebbe chiuso in utile l’esercizio anche senza l’apporto di tale misura straordinaria;
Personale e Rating: Promossa la gestione degli investimenti con un rating dall’outlook stabile. I dipendenti della Giunta sono scesi da 4.162 a 4.055 unità, con una parallela contrazione della spesa di funzionamento.
I nodi strutturali: debito da 6,87 miliardi e il criterio di riparto della Sanità
Nonostante la promozione dei saldi di bilancio, la Corte dei Conti ha messo in luce le criticità finanziarie che continuano a condizionare la capacità di spesa della Regione:
«Il controllo contabile non è un’invasione della politica, ma un presidio della democrazia: spiega come vengono spesi i soldi pubblici, per quali fini e con quali risultati. Il fondo cassa al 31 dicembre 2025 scende a 960,38 milioni di euro (rispetto agli 1,368 miliardi del 2024), mentre l’indebitamento complessivo della Campania resta imponente e pari a 6,874 miliardi di euro, il cui servizio del debito ha assorbito nel solo 2025 ben 541,42 milioni di risorse.» — Massimo Gagliardi, Presidente Sezione Controllo Corte dei Conti Campania.
Nel dettaglio, la struttura del debito regionale si articola in 1,948 miliardi di anticipazioni di liquidità, 2,871 miliardi di mutui bancari, 225 milioni di prestito obbligazionario e 1,155 miliardi di cartolarizzazione dei debiti sanitari accumulati nel tempo.
Sul capitolo Sanità, che assorbe il 75,3% degli impegni di spesa regionali, i magistrati contabili hanno espresso una forte critica nei confronti dei criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale. La Corte ha evidenziato come il 98,5% delle risorse statali venga distribuito basandosi prevalentemente sull’indicatore dell’invecchiamento della popolazione, penalizzando penalmente regioni con una struttura demografica più giovane come la Campania.
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