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La proroga dei crediti d’imposta per la Zes unica e per le Zone logistiche semplificate (Zls) entra nella fase operativa. Con due distinti provvedimenti datati 30 gennaio 2026, il direttore dell’Agenzia delle entrate ha approvato i nuovi modelli di comunicazione iniziale e comunicazione integrativa, insieme alle istruzioni per la corretta fruizione degli incentivi fiscali destinati agli investimenti nelle aree economicamente più fragili del Paese.

L’intervento si inserisce nel quadro delineato dalla legge di Bilancio 2026, che ha rafforzato e prorogato il sistema degli incentivi per le imprese operanti nella Zes unica e nelle Zls, ampliandone l’orizzonte temporale e le risorse disponibili. Il legislatore ha infatti esteso il credito d’imposta agli anni 2026, 2027 e 2028, includendo anche le zone assistite di Marche e Umbria, con un plafond complessivo pari a 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.

Accanto alla proroga, la manovra introduce un ulteriore elemento di sostegno per le imprese che avevano già avviato la procedura nel 2025. A chi ha validamente trasmesso la comunicazione integrativa tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025 spetta infatti un contributo aggiuntivo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 14,6189% dell’ammontare richiesto, a condizione che gli investimenti non abbiano già beneficiato del credito Transizione 5.0. Una misura pensata per rafforzare l’effetto leva degli incentivi e accompagnare gli investimenti già programmati.

Anche per le Zone logistiche semplificate il credito d’imposta viene prorogato al triennio 2026-2028, confermando il ruolo strategico delle Zls come strumenti di attrazione degli investimenti e di sviluppo delle infrastrutture logistiche e produttive.

Dal punto di vista operativo, la comunicazione iniziale rappresenta il primo passaggio necessario per accedere al beneficio. Attraverso questo adempimento, le imprese devono indicare sia le spese già sostenute dal 1° gennaio dell’anno di riferimento, sia quelle che prevedono di sostenere entro il 31 dicembre. Le finestre temporali per l’invio sono state uniformate per Zes unica e Zls e si collocano tra il 31 marzo e il 30 maggio di ciascun anno di riferimento. La trasmissione avviene esclusivamente in modalità telematica, tramite il software dell’Agenzia delle entrate, che rilascia entro cinque giorni la ricevuta di presa in carico o di eventuale scarto.

Il secondo snodo è rappresentato dalla comunicazione integrativa, obbligatoria, che serve ad attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti entro la fine dell’anno. Per le Zls, la comunicazione deve includere anche gli acconti versati e fatturati dall’8 maggio 2024 e le spese relative a investimenti pluriennali avviati a partire dal 2024. Le scadenze per l’invio sono collocate tra il 3 e il 17 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, con slittamento automatico al primo giorno lavorativo in caso di festività.

Particolare attenzione è richiesta alla coerenza dei dati: la comunicazione integrativa può essere scartata se le informazioni non coincidono con quelle della comunicazione iniziale, se le fatture elettroniche non risultano allineate alle banche dati dell’Agenzia o se mancano gli adempimenti previsti in materia di controlli antimafia, quando richiesti. L’eventuale annullamento della comunicazione integrativa comporta la decadenza dal beneficio, rendendo centrale la correttezza formale e sostanziale della documentazione trasmessa.

L’utilizzo del credito d’imposta è consentito solo dopo la pubblicazione del provvedimento che ne conferma l’ammontare spettante e dopo il rilascio della seconda ricevuta autorizzativa dell’Agenzia delle entrate. Il credito può essere utilizzato esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, nel rispetto dei limiti di spesa fissati dalla legge e utilizzando i canali telematici dell’Amministrazione finanziaria. In caso di utilizzo superiore al credito disponibile, il modello viene automaticamente scartato.

Infine, per crediti superiori ai 150 mila euro, o qualora la somma dei crediti Zes e Zls fruiti negli anni precedenti superi tale soglia, si applicano le verifiche previste dalla normativa antimafia, a conferma dell’attenzione posta dal legislatore sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche. La proroga e l’aggiornamento delle regole segnano così un passaggio rilevante per la politica di coesione e per il sostegno agli investimenti produttivi nel Mezzogiorno e nelle aree in transizione.



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