Il settore vinicolo italiano è in allarme per la possibile imposizione di dazi aggiuntivi fino al 200% sulle bottiglie europee destinate agli Stati Uniti, annunciata dal presidente americano Donald Trump. Secondo un’analisi della Consulta Vitivinicola della Coldiretti, il blocco delle spedizioni sta già generando una perdita economica significativa, con un impatto stimato in 6 milioni di euro al giorno per le cantine italiane.
La preoccupazione principale riguarda non solo l’immediata contrazione delle vendite, ma anche il rischio di perdita di posizionamento sul mercato statunitense, con la possibilità che altri produttori internazionali prendano il posto del vino italiano sugli scaffali della grande distribuzione. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato di sbocco per il vino Made in Italy, e la crescita delle esportazioni negli ultimi dieci anni ha portato a una triplicazione del loro valore. L’introduzione di tariffe doganali così elevate potrebbe determinare una contrazione fino al 70-80% dell’export, con una perdita complessiva che potrebbe superare il miliardo di euro.
Un altro elemento critico è la logistica. Il 96% dell’export agroalimentare italiano verso gli USA viaggia via mare, e l’incertezza sui dazi ha paralizzato il mercato: gli importatori statunitensi, temendo che i prodotti arrivino dopo l’entrata in vigore delle nuove tariffe, stanno bloccando gli ordini. Solo chi ha scorte limitate sta continuando ad acquistare, ma l’atteggiamento generale è di attesa. Questo scenario rischia di creare una situazione in cui le cantine italiane non potranno più recuperare le commesse perse.
L’esperienza del passato mostra che anche senza dazi il mercato del vino può risentire delle tensioni commerciali. Durante il primo mandato di Trump, il vino italiano fu esentato dalle tariffe che colpirono altri prodotti agroalimentari, come formaggi e liquori. Tuttavia, le esportazioni subirono comunque un calo del 6%, segnale che le sole incertezze normative e tariffarie bastano a influenzare le dinamiche del mercato.
Alla vigilia del Vinitaly, la più importante manifestazione internazionale dedicata al vino, il settore vitivinicolo italiano si trova dunque ad affrontare uno scenario di grande preoccupazione. Il rischio di perdere una fetta importante del mercato statunitense non è solo economico, ma anche strategico. L’export del vino Made in Italy ha richiesto decenni di investimenti per consolidare il suo posizionamento internazionale, e un’interruzione prolungata delle vendite potrebbe compromettere il lavoro fatto fino ad oggi.
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