Il debito delle Amministrazioni pubbliche torna a diminuire. Secondo l’ultimo aggiornamento di Bankitalia, ad aprile 2026 il debito si è attestato a 3.155,3 miliardi di euro, registrando una riduzione di 2,9 miliardi rispetto al mese precedente. Il calo è attribuibile principalmente alla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro, scese di 21,6 miliardi fino a quota 42,4 miliardi, un movimento che ha più che compensato l’impatto del fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, pari a 16,6 miliardi.
A incidere sul dato complessivo sono stati anche gli effetti degli scarti e premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio, che hanno contribuito per 2,1 miliardi. Il quadro conferma una dinamica del debito più stabile rispetto ai mesi precedenti, in un contesto di politica fiscale che resta comunque complesso.
Sul fronte delle entrate, aprile mostra un andamento positivo. Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato hanno raggiunto 44 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto allo stesso mese del 2025, pari a 2,1 miliardi in più. Nei primi quattro mesi del 2026 il totale delle entrate sale a 173,1 miliardi, in crescita dell’1,8% su base annua.
L’aumento delle entrate conferma una dinamica fiscale sostenuta, favorita sia dal recupero dell’attività economica sia dall’effetto di alcune misure di contrasto all’evasione e di rafforzamento dei controlli. Tuttavia, la crescita del fabbisogno mensile evidenzia come la gestione della finanza pubblica resti sotto pressione, in un anno caratterizzato da un quadro macroeconomico incerto e da un contesto internazionale ancora instabile.
Il dato di aprile rappresenta comunque un segnale positivo per il percorso di contenimento del debito, che resta uno dei principali temi di attenzione per i mercati e per le istituzioni europee. La combinazione tra riduzione delle giacenze del Tesoro e aumento delle entrate contribuisce a migliorare il profilo di sostenibilità nel breve periodo, anche se la traiettoria di medio termine dipenderà dall’andamento della crescita e dalle scelte di politica fiscale dei prossimi mesi.
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